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Tribunale - Secondo un testimone nel corso dell'udienza del processo al giornalista, accusato di calunnia nei confronti di due agenti della polizia giudiziaria

“Gianlorenzo voleva scusarsi, ma non l’hanno ricevuto”

Paolo Gianlorenzo

Paolo Gianlorenzo

 
 

Marco Fumarola

Marco Fumarola

Viterbo – (sil.co) – “Quando si è accorto dell’errore, voleva scusarsi con la stradale”, così un testimone della difesa al processo per calunnia a Paolo Gianlorenzo.

Il giornalista, assistito dagli avvocati Franco Taurchini e Carlo Taormina, è accusato di calunnia ai danni di due agenti del nucleo di polizia giudiziaria della stradale che hanno svolto indagini sul suo conto in tutte le inchieste firmate dal sostituto procuratore Massimiliano Siddi.

Il 26 settembre 2013 li avrebbe accusati di avere inserito un file audio privato, la registrazione di un rapporto sessuale, in un dvd contenente intercettazioni della maxinchiesta “macchina del fango” che gli era stato sequestrato e che aveva chiesto indietro a scopo difensivo. “Come vi siete permessi?”, avrebbe tuonato, telefonando direttamente alla segreteria del pm Siddi e facendosi passare uno dei due poliziotti.

Poco dopo si sarebbe accorto di avere sbagliato, come ha testimoniato ieri un suo collaboratore, Marco Fumarola. “Eravamo andati insieme alla stradale a riprendere del materiale informatico che gli era stato sequestrato. Ho assistito alla telefonata, era molto arrabbiato – ha detto Fumarola -, ma poi si è accorto dell’errore e mi ha chiesto di accompagnarlo in tribunale per scusarsi con la polizia giudiziaria. Ma non l’hanno ricevuto”.

“Gli abbiamo detto di venire subito in procura col dvd, ma non si è visto”, ha testimoniato a ottobre un poliziotto. Gianlorenzo ci sarebbe andato il giorno dopo, ma non sarebbe stato ricevuto, mentre il dvd sarebbe stato sequestrato a metà ottobre dalla mobile.

Il giornalista avrebbe scoperto di essere indagato per calunnia solo due mesi dopo, quando fu arrestato il 23 novembre anche per le presunte minacce alla moglie dell’eterno nemico Francesco Battistoni.

“Durante l’interrogatorio di garanzia in carcere si è scusato davanti al gip, spiegando di essersi sbagliato”, ha fatto notare il difensore Franco Taurchini, sottolineando come all’epoca il giornalista si sentisse sotto tiro. 

La discussione è stata rinviata dal giudice Silvia Mattei a aprile 2018. 

19 maggio, 2017

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