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Operazione Déjà vu - L'imprenditore Elio Marchetti per circa due ore davanti al gip - La difesa: "Ha spiegato che non c'entra nulla"

Giro di auto dall’estero, interrogatori fiume

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Elio Marchetti

Elio Marchetti

Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Viterbo – Operazione Déjà vu – Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria di via Mainella

Gli avvocati di Elio Marchetti, Marco Valerio Mazzatosta e Roberto Massatani

Gli avvocati di Elio Marchetti, Marco Valerio Mazzatosta e Roberto Massatani

Viterbo – Interrogatori fiume ieri in procura per tre dei sei arrestati nell’inchiesta Déjà vu, su un presunto sistema per evadere l’Iva sulle auto di importazione. Davanti al gip Savina Poli i tre indagati viterbesi: l’imprenditore Elio Marchetti e due sue dipendenti, Carla Corbucci ed Emilia Tiveddu. L’accusa è di associazione per delinquere a carattere transnazionale, finalizzata alla commissione di reati contro la fede pubblica e il fisco.

Multimedia: Arrestato Elio Marchettislide – video

Hanno tutti risposto alle domande del gip, firmataria dell’ordinanza di custodia cautelare che tiene reclusi in casa Marchetti & Co. da mercoledì mattina. Ieri i tre arrestati non si sarebbero limitati a dirsi estranei ai fatti, ma avrebbero fornito la propria versione. L’imprenditore viterbese, in particolare, difeso dagli avvocati Roberto Massatani e Marco Valerio Mazzatosta, avrebbe dato una spiegazione tecnica anche sulle pratiche di immatricolazioni delle auto dall’estero e l’Iva a margine.

Per l’accusa, Marchetti è l’indagato di punta. “Al gip ha spiegato che non c’entra nulla – sottolinea l’avvocato Massatani -. Personalmente non acquista più auto dall’estero da tempo, ma si rivolge esclusivamente a importatori a cui tutti ricorrono. Quando un cliente gli chiedeva una macchina, Marchetti faceva il giro degli importatori. Le auto arrivavano da loro”. Per il momento nessuna istanza per la revoca o l’alleggerimento della misura di custodia cautelare: “Vedremo più avanti”, conclude il difensore Roberto Massatani.

L’interrogatorio, iniziato alle 10, si è concluso dopo circa due ore. Era presente anche il pm titolare delle indagini, Fabrizio Tucci. Davanti al giudice per le indagini preliminari sono comparse anche le due dipendenti arrestate, difese dagli avvocati Michele Ranucci e Francesco Massatani. Anche loro si sarebbero dette estranee alle contestazioni.



Le indagini, condotte dalla polizia stradale e dalla Guardia di finanza di Viterbo, si sono concentrate su una serie di auto importate dalla Germania per evadere il pagamento dell’Iva. Per un totale di un milione e mezzo di euro. Un programma criminoso, secondo l’accusa, realizzato attraverso l’emissione di presunte fatture inesistenti, la falsificazione delle carte di circolazione, le false dichiarazioni sostitutive di atto notorio.



Gli arrestati dell’operazione Déjà vu

Elio Marchetti

Domenico Sordo

Giuseppe De Lucia

Carla Corbucci

Emilia Tiveddu

Simone Girolami


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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5 maggio, 2017

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