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Viterbo - Davanti al carcere la protesta della polizia penitenziaria, contro la carenza di personale e il piano ferie estivo

Gli agenti del Mammagialla: “Le vacanze le facciamo qui”

di Samuele Sansonetti
Viterbo - La protesta della polizia penitenziaria al Mammagialla

Viterbo – La protesta della polizia penitenziaria al Mammagialla

Viterbo - La protesta della polizia penitenziaria al Mammagialla

Viterbo – La protesta della polizia penitenziaria al Mammagialla

Viterbo - La protesta della polizia penitenziaria al Mammagialla

Viterbo – La protesta della polizia penitenziaria al Mammagialla

Viterbo - Umberto Di Stefano, segretario regionale Uspp

Viterbo – Umberto Di Stefano, segretario regionale Uspp

Viterbo - Chiara Frontini alla protesta della polizia penitenziaria al Mammagialla

Viterbo – Chiara Frontini alla protesta della polizia penitenziaria al Mammagialla

Viterbo – “Le vacanze le facciamo qui”.

E’ il grido della polizia penitenziaria in servizio al carcere di Mammagialla, in protesta davanti alla casa circondariale di Viterbo.

Gli agenti hanno organizzato un sit-in nella giornata di oggi e si sono presentati davanti al penitenziario con tanto di valigie, ombrellone e sedie sdraio, per manifestare contro la carenza di personale e il piano ferie estivo.

A pochi giorni dall’inizio i dipendenti non hanno avuto alcuna notizia sulla situazione di quest’ultimo, e nonostante le sollecitazioni la direzione non ha ancora comunicato se ha acquisito le domande e se nei vari periodi le richieste hanno superato le possibilità di accoglimento.

“La carenza di personale è ormai cronica – spiega Umberto Di Stefano dell’Unione sindacati polizia penitenziaria – e oltre ai distaccati coinvolge i pensionati non rimpiazzati. I dipendenti di Viterbo rischiano addirittura le vacanze per via del piano ferie, per il quale il direttore si sta inventando il sorteggio. Cosa comporta? Che va in vacanza solo chi è fortunato e non tutti coloro che ne hanno il diritto.

Le organizzazioni sindacali hanno preso atto che nei mesi di luglio e agosto servono almeno 7-8 unità in più per risolvere il problema ma ovviamente sappiamo che non arriveranno. Differenti soluzioni? Sfollare due sezioni detentive, altre non ce ne sono. Sulla carenza di personale, infine, il problema è politico. In totale ci sono 40mila unità e all’orizzonte ce solo un arrivo di altre 800, che però non saranno operative prima di marzo 2018”.

Oltre alla Uspp, presenti alla manifestazione le sigle Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria), Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria), Uilpa (Organizzazione sindacale Uil della polizia penitenziaria), Sinappe (Sindacato nazionale autonomo polizia penitenziaria) e Cgilfp (Cgil funzione pubblica). Presente anche Chiara Frontini di Viterbo 2020.

Samuele Sansonetti

19 maggio, 2017

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