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“Il presidente Moretti non si è mai interessato all’appalto”

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Attilio Moretti [3]

Attilio Moretti

Il processo Cev [4]

Il processo Cev

Viterbo – “Pubblica illuminazione, il presidente non si è mai interessato agli appalti”. C’è un ex dipendente del Cev seduto al banco dei testimoni nel processo per il fallimento della società partecipata viterbese. Per anni è stato responsabile di commessa. “Organizzavo le risorse messe a disposizione dal Cev per rispettare i contratti con le aziende”. Mauro Di Stefano, il suo superiore. Era responsabile amministrativo della partecipata, oggi imputato insieme ad altre sei persone. Tra queste l’ex sindaco di Viterbo Giancarlo Gabbianelli e Attilio Moretti, dal 2003 al 2007 presidente del Cev.

“Fino al 2013 – spiega in aula il dipendente, testimone della difesa – mi sono occupato anche degli appalti per la pubblica illuminazione. Mi interfacciavo con Di Stefano, che era il mio superiore. Ma mai con Moretti che, seppur presidente, non si è mai interessato alle gare per l’illuminazione pubblica”. Ma per la pm Paola Conti, titolare delle indagini insieme al collega Franco Pacifici, il dipendente Cev entrava in gioco “solo per la parte esecutiva degli appalti”, ovvero “dopo che venivano firmati”.

Secondo l’ipotesi accusatoria, ad aggiudicarsi le gare del comune di Viterbo per l’illuminazione e altri servizi erano sempre gli stessi imprenditori. Palazzo dei Priori affidava i servizi al Cev, che risubappaltava agli imprenditori. Affidamenti diretti, e nessuna gara per la scelta dei soci privati della società.

Il processo per il fallimento della partecipata, partito con 37 imputati, è stato ridotto a sette dopo l’ultima ondata di prescrizioni. L’indagine della Finanza per reati contro la pubblica amministrazione è infatti del lontano 2007. A giudizio sono rimasti , oltre a Gabbianelli, Moretti e Di Stefano, l’imprenditore Amedeo Orsolini, l’ex city manager Armando Balducci, Maurizio Guerrini e Claudio Ciucciarelli.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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