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Viterbo - Luciano Dottarelli (Club Unesco): dubbi sul futuro del gioiello al lago di Bolsena

“Isola Bisentina venduta a una fondazione farmaceutica”

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Marta - Lago di Bolsena - Isola Bisentina

Marta – Lago di Bolsena – Isola Bisentina

Aldo Forbice e Luciano Dottarelli

Aldo Forbice e Luciano Dottarelli

 Luciano Dottarelli

Luciano Dottarelli

Aldo Forbice

Aldo Forbice

Capodimonte - Lago di Bolsena - Isola Bisentina

Capodimonte – Lago di Bolsena – Isola Bisentina

Marta - L'isola Bisentina

Marta – L’isola Bisentina

Lago di Bolsena - Isola Bisentina

Lago di Bolsena – Isola Bisentina

Marta - Lago di Bolsena - Isola Bisentina

Marta – Lago di Bolsena – Isola Bisentina

Viterbo – (g.f.) – “Isola Bisentina venduta a una fondazione farmaceutica”. Le voci della perla sul lago di Bolsena si rincorrono da tempo e stamani Luciano Dottarelli, del Club Unesco Alta Tuscia, in conferenza stampa, lo conferma.

Le carte non ci sono, ma ormai sembrano esserci pochi dubbi. “Dalla morte della proprietà Fieschi Ravaschieri – ricorda Dottarelli – l’isola è andata incontro a un progressivo degrado, il mantenimento richiede un impegno economico ed energie notevoli”.

Per “salvarla” ci sono state segnalazioni e petizioni, ma nulla si è visto, anche da parte del governo. Per la cifra d’acquisto si parla di milioni di euro, cinque o sei. “Si è parlato d’elicotteri di magnati arabi o russi che si posavano sull’isola – continua Dottarelli – se cose non stanno così.

L’acquisto è avvenuto da parte della fondazione di una grande famiglia farmaceutica, la famiglia Rovati, della Rottafarm, acquisita da Meda, colosso svedese. Mi pare che ormai la trattativa sia chiusa”.

Un soggetto che comunque fa tirare un sospiro, seppure parziale, di sollievo. “Si occupa di promozione dei beni culturali, ha finanziato a Milano nuovo museo etrusco in corso Venezia. Inaugurato nel 2018. mette a disposizione del pubblico una collezione svizzera, con 700 reperti riportati in Italia.

Fra tutto quello che si poteva temere, è un soggetto che almeno, per quanto fa nel campo della cultura, affidabile. Dovrà comunque essere interlocutore del territorio. Come quando Giovanni Del Drago promuoveva iniziative”.

Aldo Forbice, giornalista, è un po’ meno tranquillo. “Cosa ne faranno? – si domanda Forbice – sala di rappresentanza o chissà cosa. Si tratta di un bene che ha valori storici e ambientali.

La famiglia Del Drago l’ha preservata per due secoli e mezzo. C’è un parco naturale con una varietà sterminata d’uccelli e animali selvatici. L’isola appartiene alla nostra storia. Io non ho visto associazioni ambientaliste, Wwf, Legambiente, Italia Nostra. Nessuno protesta. Dovrebbe intervenire il ministero dei Beni culturali. Se i comuni stanno zitti, è grave”.

Ma l’isola ormai è off limits da tempo, non fruibile, come testimoniano alcuni cittadini presenti all’incontro. C’è chi sostiene come l’isola sia nel degrado, tanto da immaginare come problematico un recupero, per lo stato delle strutture.

Da un privato va a un altro privato, il rammarico per molti è che non sia potuta essere acquisita dal pubblico, ministero. Se è stata venduta, forse è un po’ tardi.

Ma Luciano Dottarelli non demorde: “Con questo incontro abbiamo voluto puntare l’attenzione sull’isola, dando anche una responsabilità a chi ha acquisito il bene.

Noi vogliamo dire che la Bisentina ci interessa, che per quanto privato appartiene alla nostra comunità”.


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31 maggio, 2017

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