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Agricoltura - Tre ricercatori si trovano a Cartagena – Spagna per partecipare alla prima riunione operativa del progetto Diverfarming

L’Unitus nella ricerca europea per l’agricoltura e l’ambiente

Cartagena - I tre ricercatori Unitus Barbara Pancino, Tommaso Chiti, Emanuele Blasi

Cartagena – I tre ricercatori Unitus Barbara Pancino, Tommaso Chiti, Emanuele Blasi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Da martedì 17 maggio, tre ricercatori dell’Università degli Studi della Tuscia si trovano a Cartagena – Spagna, per partecipare alla prima riunione operativa del progetto Diverfarming “Crop diversification and low-input farming across Europe: from practitioners’ engagement and ecosystems services to increased revenues and chain organisation”, ammesso a finanziamento dalla Commissione europea all’interno del prestigioso programma per la ricerca Horizon 2020.

Il progetto è coordinato dall’Universidad Politecnica de Cartagena e coinvolge 26 partner tra enti di ricerca, imprese e agricoltori, da tutta Europa che per 5 anni collaboreranno nella gestione di 21 casi studio sperimentali distribuiti nelle diverse aree pedoclimatiche europee.

Oltre all’Università della Tuscia, per l’Italia partecipano come partner del progetto l’Istituto del Centro di Ricerca per lo studio delle relazioni pianta-suolo – Crea-Rps, Barilla spa e Consorzio Casalasco del Pomodoro.

Obiettivo del progetto è validare, con un approccio multilivello e multidisciplinare, soluzioni e pratiche che favoriscano il passaggio a sistemi di produzione agricola a basso impatto ambientale per ottenere cibo di qualità salvaguardando le risorse naturali e la salute.

Responsabile del progetto per l’Ateno Viterbese è Emanuele Blasi, ricercatore in Economia Agraria al Dipartimento per l’Innovazione nei sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, da anni impegnato in studi e progetti finalizzati all’individuazione e valutazione di soluzioni tecniche e organizzative per la mitigazione degli impatti dell’attività agricola all’interno delle filiere agroalimentari.

Coinvolta nel progetto anche Barbara Pancino, ricercatrice in Politica Economica al Dipartimento di Economia e Impresa, che coordina le attività di analisi e valutazione delle politiche comunitarie per la diffusione di pratiche collettive per la sostenibilità in ambito agricolo e rurale per tutto il partenariato internazionale.

Partecipa al progetto anche Tommaso Chiti, ricercatore in Scienza del Suolo al Dipartimento per l’Innovazione nei sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, impegnato nel progetto nella raccolta ed analisi dei suoli dei campi sperimentali, con l’obiettivo di accertare la capacità di incremento della resilienza ai cambiamenti climatici di sistemi agricoli coltivati in modo diversificato e con tecniche di basso impatto ambientale.

Il territorio della Tuscia è inoltre rappresentato all’interno del progetto dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Viterbo che fin dalle prime fasi di ideazione del progetto ha manifestato interesse per i contenuti e le attività e condiviso l’obiettivo dei ricercatori di facilitare il trasferimento della conoscenza da mondo della ricerca a realtà produttive.

Nei prossimi mesi, attività di ricerca si altereranno a momenti di verifica e formazione alle nuove pratiche di gestione innovativa di sistemi agricoli a indirizzo cerealicolo che coinvolgeranno i Dottori Agronomi e Forestali viterbesi, agricoltori e imprese delle filiere agroalimentari.

19 maggio, 2017

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