--

--

560x60

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Appuntamento domenica 28 maggio per ricordare la splendida baronessa Bianca Maria Hubner

Passeggiata a Castel d’Asso sulle vie del tabacco

Caffeina-Tutankhamon-9-11-18-560x80-ok

Viterbo - Strada Procoio - Chiesa e scuola della Vaccareccia

Viterbo – Strada Procoio – Chiesa e scuola della Vaccareccia

Franco Mariano

Franco Mariano

Tempo 6 luglio 1958 - Un articolo sulla baronessa Bianca Maria Hubner

Tempo 6 luglio 1958 – Un articolo sulla baronessa Bianca Maria Hubner

Viterbo – (s.c.) – Domenica 28 maggio prossimo passeggiata a Castel d’Asso sulle vie del tabacco per ricordare la splendida baronessa Bianca Maria Hubner titolare dell’Azienda Agricola dell’Arcione a Viterbo in località Vaccareccia.

Per questa sua attività, la baronessa fu anche insignita, dal presidente della repubblica Gronchi, della commenda dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

La sua azienda, di circa 500 ettari, aveva trasformato completamente un terreno impervio sul quale trovarono lavoro centinaia di famiglie, per lo più emigrate dal Salento.

Fu una vera e propria trasformazione fondiaria completa: dal terreno alle costruzioni: l’azienda fu dotata di abitazioni, uffici, magazzini per cereali, stalle, rimesse per attrezzi, depositi per carburanti, officina per le riparazioni, tettoie per le rimesse del bestiame, tettoie per lo stendaggio delle foglie di tabacco, impianti di sollevamento d’acqua e rete di distribuzione per uso potabile e irriguo, essicatoi per tabacco con impianti termici, aeroinsufflatori, caldaie ecc.

Al tempo (anni Cinquanta) circa 100 operaie pendolari venivano trasportate ogni giorno da Viterbo e dai paesi vicini. L’azienda della Hubner, inoltre, era dotata anche di circa 40 km di strade poderali e di pioppeti specializzati.

L’azienda Arcione, partendo da zero, era arrivata a produrre all’anno 2000 quintali di grano, 1500 di tabacco, 3500 di foraggi oltre ad altre colture come avena, granturco, bietole, patate, fave, ortaggi e tanto altro. Presenti anche allevamenti di bestiame bovino, ovino e suino.

La baronessa Hubner, inoltre, con la sua azienda si preoccupò anche di dare una buona organizzazione, il benessere ai lavoratori presenti, compresa l’assistenza morale necessaria: dotò il suo centro agricolo industriale anche di una scuola con tre aule e annessa una chiesetta, l’abitazione per gli insegnanti con relativi servizi, un servizio postale completo in loco, un telefono pubblico, un ambulatorio medico e uno spaccio aziendale per i generi di prima necessità.

Un’interessante iniziativa, dunque, la passeggiata del 28 maggio, organizzata dall’Associazione culturale Take Off presieduta da Silvio Cappelli in collaborazione con l’azienda agricola Gianluca Salcini di Viterbo sita in strada Procoio.

Si passeggerà accompagnati dalla guida turistica e ambientale Anna Rita Properzi seguendo le orme della splendida baronessa Bianca Maria Hubner con la speranza che vengano conservati e valorizzati i suoi stabilimenti diventati oggi, a distanza di circa 60 anni, impianti di archeologia industriale.

Dopo la pubblicazione delle foto concesseci dall’Istituto Luce Cinecittà di Roma risalenti al 1958, a diversi nostri concittadini sono affiorati dolci ricordi. Addirittura Franco Mariano, titolare di una nota vetreria nel capoluogo, si è commosso rivendo sua madre mentre è ritratta alla lavorazone delle foglie di tabacco.

“Ho iniziato a lavorare alla coltivazione e raccolta del tabacco nell’Azienda agricola dell’Arcione alla Vaccareccia nell’agosto del 1961 quando avevo 15 anni – racconta Graziella Fiocchetti (classe 1946) -. Si coltivava prevalentemente tabacco levantino del tipo Perustiza. Mi ricordo che nei giorni festivi veniva padre Fastella, con la sua Fiat 500, a dire la messa nella chiesetta di Strada Procoio accanto alle scuole. Ho conosciuto il fattore e direttore Remo Corradini che dirigeva tutta l’azienda. La baronessa Bianca Maria Hubner abitava nelle prime casette della Vaccareccia ma qualche volta si fermava anche all’Albergo Antico Angelo di Viterbo.

Mi ricordo alcuni cognomi dei coltivatori di tabacco: Mariano, Cazzato, Agostinello, Tundo e diversi altri. L’azienda agricola della Hubner si sviluppava su circa 500 ettari e poi fu divisa tra quattro nuovi proprietari: Ascenzi, Belardi, Mariani e Tenti. La lavorazione del tabacco – continua a raccontare Graziella Fiocchetti – impiegava tutto l’anno: preparazione del terreno, semina delle piantine, piantumazione, irrigazione, raccolta, essicazione e preparazione delle filze con le foglie. Maggiore mano d’opera serviva nel periodo estivo. Nell’azienda della Hubner ci lavoravano complessivamente circa un centinaio di famiglie.

Alla fine, quando il raccolto era pronto per essere inviato ai Monopoli di Stato, venivano dei periti per accertarsi della buona qualità. Certe volte arrivavano anche una decina di persone che prendevano le foglie di tabacco a campione, le controllavano e le fumavano. Il ricavato della vendita andava solitamente metà al proprietario terriero e metà al contadino. Quest’ultimo con i soldi presi doveva saldare i debiti contratti durante tutto l’anno e certe volte ci andava alla pari o poco più”.

“Ho riconosciuto nella foto dell’Istituto Luce – afferma commosso Franco Mariano (classe 1955) – gran parte della mia famiglia, intenta ad infilare le foglie di tabacco nell’Azienda Agricola della Vaccareccia. Le foto che io non avevo mai visto sono state scattate il 28 luglio del 1958 e io avevo circa tre anni. Mia madre Marziali Giuseppa detta la “Sora Leonora” è proprio la prima a destra, in primo piano mentre infila le foglie di tabacco, e accanto a lei sono le mie sorelle Rosa, Maria Antonietta e Vittoria, poi si vedono anche mio cugino Raimondo e mio fratello Salvatore detto “Gigi”.

Al tempo ero piccolo ma ricordo alla Vaccareccia di una grande festa per i Santi Pietro e Paolo, alla quale partecipavano tutti i coltivatori di tabacco, che era propiziatoria per l’inizio della buona raccolta. Mio padre si chiamava Angelo ed era un operaio originario di Taurisano, una cittadina della Puglia in provincia di Lecce, nel basso Salento.

Iniziò a lavorare saltuariamente alla Vaccareccia, dalla baronessa Bianca Maria Hubner, a partire dal 1949 e poi nel 1951 si trasferì fisso con tutta la famiglia.

Io sono nato a Viterbo, siamo rimasti tutti qua, e mi ricordo di aver frequentato le scuole elementari all’interno dell’Azienda Agricola dell’Arcione in Strada Procoio. Accanto alla scuola c’erano anche la mensa e la chiesetta dove diceva messa frate Fastella della chiesa della Santissima Trinità. D’estate era bello perché la Vaccareccia si popolava di gente, oltre trecento persone, che venivano a fare la raccolta delle foglie di tabacco. Oggi la scuola e la chiesetta sono abbandonate…”.


Programma

Lunghezza del percorso circa 8 chilometri in massima parte pianeggianti all’interno della valle Procoio, fino al congiungimento con la valle del Freddano, e fino all’importante necropoli etrusca di Castel d’Asso con visita anche all’omonimo castello medioevale.

Appuntamento ore 8 a Viterbo alla rotonda di Porta Faul (zona MacDonald) per arrivare tutti insieme, con macchine proprie, alle ore 8,30 presso l’Azienda Agricola Gianluca Salcini sita a Viterbo in Strada Procoio, 6 (Castel D’Asso).

Ore 9 – inizierà la passeggiata, nella splendida cornice della necropoli etrusca di Castel d’Asso lungo il fosso dell’Arcione e le bellissime meraviglie delle campagne circostanti.

Ore 13 – ritorno all’azienda agricola Gianluca Salcini, degustazione di prodotti tipici (bruschette, carne alla brace, insalate, ecc.), mostra di fotografie di Bianca Maria Hubner.

Dalle ore 15 alle ore 17 – l’iniziativa continuerà con una visita all’azienda agricola di Salcini Gianluca, in un luogo dove l’amore per la natura e il rispetto e tutela dei suoi prodotti, sono un’occasione per immergersi in un paesaggio incontaminato fatto di campi, casolari, filari di viti e alberi di ulivi, in cui il silenzio della campagna è interrotto soltanto dai suoni della natura e dai lavori agricoli dell’uomo.
Prenotazione obbligatoria entro venerdì 26 maggio 2017.Info: Anna Rita Properzi 333.4912669 e-mail: annaritaproperzi@alice.it oppure 338.2129568 Silvio Cappelli – Si consiglia abbigliamento adeguato con scarpe comode e pantaloni lunghi.

24 maggio, 2017

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR