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Viterbo - Lezione sui meccanismi della giustizia

Il procuratore capo Paolo Auriemma alla Tusciaweb academy

di Daniele Camilli
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Tusciaweb Academy - Il procuratore capo Paolo Auriemma

Tusciaweb Academy – Il procuratore capo Paolo Auriemma

Tusciaweb Academy - Il procuratore capo Paolo Auriemma

Tusciaweb Academy – Il procuratore capo Paolo Auriemma col direttore Carlo Galeotti

Tusciaweb Academy - Il procuratore capo Paolo Auriemma

Tusciaweb Academy – Il procuratore capo Paolo Auriemma

Tusciaweb Academy - Il procuratore capo Paolo Auriemma

Tusciaweb Academy – Il procuratore capo Paolo Auriemma

Tusciaweb Academy - Il procuratore capo Paolo Auriemma

Tusciaweb Academy – Il procuratore capo Paolo Auriemma

Tusciaweb Academy - Il procuratore capo Paolo Auriemma

Tusciaweb Academy – Il procuratore capo Paolo Auriemma

Tusciaweb Academy - Il procuratore capo Paolo Auriemma

Tusciaweb Academy – Il procuratore capo Paolo Auriemma col direttore Carlo Galeotti

Tusciaweb Academy - Il procuratore capo Paolo Auriemma

Tusciaweb Academy – Il procuratore capo Paolo Auriemma

Tusciaweb Academy - Il procuratore capo Paolo Auriemma

Tusciaweb Academy – Il procuratore capo Paolo Auriemma

Il procuratore capo Paolo Auriemma

Il procuratore capo Paolo Auriemma

Viterbo – Dal parlamento al palazzo di giustizia. Lezione del procuratore capo alla Tusciaweb Academy. Dopo la visita a Montecitorio, alla camera dei deputati, la visita del procuratore capo di Viterbo, Paolo Auriemma. Alla TusciaWeb Academy, per una lezione dedicata appunto alla procura e al suo funzionamento. Nella sala riunioni della testata di via Vittorio Bachelet, giurista e vicepresidente del Csm assassinato dalle Brigate Rosse il 12 febbraio del 1980.

Paolo Auriemma è un ex membro del consiglio superiore della magistratura e presidente della sezione di Roma dell’Associazione nazionale magistrati. Nel 2016 ha preso il posto di Alberto Pazienti alla guida della procura viterbese. A nominarlo, il plenum del Csm. Con 18 voti a favore. A 56 anni.

Un’ora e mezza di lezione per raccontare la procura, nello specifico, e la magistratura ordinaria in generale, i “giudici dei diritti”. Dai circondari ai distretti delle corti d’appello. Fino in cassazione. Fino ad arrivare al Csm, l’organo di governo autonomo della magistratura.

Il racconto della figura del pubblico ministero. Non “pubblica accusa” ma principale garanzia a tutela dei diritti nella fase di raccolta prove, le indagini. 

Proprio per questo la magistratura e i magistrati non devono essere condizionati da nessuno.

Paolo Auriemma non sale in cattedra, ma si siede in mezzo a tutti. Una lezione chiara nei contenuti, semplice nei modi. La competenza non solo del magistrato, ma del giurista. È senza cravatta e stringe la mano a tutti. E tutti stanno lì a guardare. In fondo un magistrato può intimorire.

Paolo Auriemma no. È concentrato sulle parole, severo, e sull’importanza del ruolo che riveste e di cui è stato chiamato a parlare. Con tutta franchezza. Se incute, incute solo rispetto.

Una studentessa del corso arriva in ritardo. Auriemma stringe la mano anche a lei.

Viene voglia di ascoltarlo. Procure e tribunali, per come ne parla, non sembrano affatto l’anticamera della galera, o quantomeno un posto dove non ci si va proprio con il sorriso sulla bocca.

Paolo Auriemma racconta la magistratura puntando al cuore di ciò che più di tutto la riguarda, e riguarda i cittadini. Lo spirito delle leggi. Una su tutte, la costituzione repubblicana e democratica.

Infine la spiegazione delle principali differenze tra primo, secondo grado di giudizio e cassazione, quando si valuta il merito e quando solo l’interpretazione.

A chi l’ha ascoltato, Auriemma ha trasmesso questo: l’idea di una magistratura come democrazia diffusa, dove indipendenza e autonomia sono a fondamento della libertà dei cittadini. Una giustizia “amministrata in nome del popolo”, sovrano.

Daniele Camilli


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15 maggio, 2017

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