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Festival delle luci - Per i difensori, che hanno presentato delle memorie, l'accusa di abuso d'ufficio è insussistente

“La proposta della Audiotime era la più vantaggiosa”

L'inaugurazione del festival delle luci

L’inaugurazione del festival delle luci

L'inaugurazione del festival delle luci

L’inaugurazione del festival delle luci

L'inaugurazione del festival delle luci

Il festival delle luci

L'inaugurazione del festival delle luci

L’inaugurazione del festival delle luci

Viterbo – (sil.co) – Festival delle luci, i tre componenti della commissione tecnica che rischiano di essere processati per abuso d’ufficio rigettano tutte le accuse e hanno già depositato in tribunale memorie difensive come fecero a suo tempo anche in procura. 

Sulla graticola il dirigente comunale Stefano Menghini, la caposervizio Anna Rita Gagliardi e la capufficio Maria Paola Pugliesi. Per loro l’udienza preliminare a giugno davanti al giudice Francesco Rigato. 

“Il Comune non ha sostenuto alcun maggior costo rispetto a quelli deliberati con il bando, così come l’Audiotime non ha ricevuto alcun idnebito vantaggio patrimoniale dall’aggiudicazione dell’appalto”, sottolinea il difensore di Maria Paola Pugliesi, l’avvocato Sergio Buzzi.

Per l’accusa avrebbero fatto una valutazione “artificiosa e non veritiera” delle due offerte pervenute da parte della Audiotime srl e del Gruppo Carramusa srl, in modo da favorire l’assegnazione dello spettacolo di luminarie andato in scena in città nel Natale 2014  alla ditta di Stefano Fringuelli, ovvero la Audiotime. 

La ditta di Gaetano Carramusa non avrebbe tenuto conto nell’offerta delle spese relative agli allacci e ai quadri elettrici, poste dal bando a carico dell’affidatario, l’impresa di Fringuelli invece sì.

Per i difensori Buzzi, Francesco Cercola e Rita Maria Portincasa, il reato è insussistente.

“Le due proposte non avevano analogo contenuto. “Per cui  – spiega l’avvocato Sergio Buzzi – la commissione tecnica ha correttamente escluso dalla proposta presentata dall’Audiotime le voci di costo che sarebbero rimaste in ogni caso a carico dell’amministrazione, al fine di perequare le due offerte. La proposta della Audiotime era la più vantaggiosa per il Comune“. 

“Dal bando di gara – si legge nelle memorie – si desume che le spese relative agli allacci della corrente erano posti a carico dell’aggiudicatario, oltre le spese per i quadri elettrici. Tali voci di costo erano le uniche a carico dell’aggiudicatario dell’appalto, in quanto per il completamento delle opere dovevano essere sostenuti altri costi, non compresi nel bando di gara”. 

Le due proposte – spiega l’avvocato Buzzi – differivano nel contenuto e nelle forme. Il Gruppo Carramusa proponeva un prezzo a corpo, mentre l’Audiotime specificava analiticamente le singole voci di costo. Le due società ponevano a carico del Comune i costi non specificati nel bando di gara. Ma la Carramusa non ne dava specifica indicazione, mentre la Audiotime indicava analiticamente i singoli costi riportandoli nella proposta”.

“Circostanza  – sottolinea Buzzi – che non viene citata nell’informativa della guardia di finanza, basata esclusivamente sulle dichiarazioni di Gaetano Carramusa”. 

19 maggio, 2017

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