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Operazione "Déjà vu" di Finanza e Polstrada - Sei ai domiciliari per associazione a delinquere - Amministratore di fatto delle società che gestiscono una concessionaria di auto in via Mainella - Iva evasa per un milione e mezzo di euro

Reati contro il fisco, arrestato Elio Marchetti

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Elio Marchetti

Elio Marchetti

Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

La conferenza stampa - Il comandante della Finanza Colella, il procuratore Auriemma e il comandante della Polstrada Porroni

La conferenza stampa – Il comandante della Finanza Colella, il procuratore Auriemma e il comandante della Polstrada Porroni

Viterbo – Reati contro il fisco, arrestato Elio Marchetti .

Multimedia: Arrestato Elio Marchetti – slide – video

Gli uomini della polizia stradale e della Guardia di finanza di Viterbo hanno eseguito, questa mattina, l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip Savina Poli, nei confronti di sei persone. L’accusa è di associazione per delinquere a carattere transnazionale, finalizzata alla commissione di reati contro la fede pubblica e il fisco.

Le indagini, condotte da poliziotti e finanzieri, si sono svolte anche con la collaborazione e cooperazione, per gli aspetti patrimoniali e tributari, del personale dell’Agenzia delle entrate di Viterbo. E’ l’operazione Déjà vu, che avrebbe smascherato l’evasione di circa un milione e mezzo di euro d’Iva.

“Le indagini – si legge in una nota del procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma – che hanno portato alla applicazione della misura restrittiva, hanno riguardato l’esistenza di una struttura facente capo all’imprenditore viterbese Elio Marchetti (amministratore di fatto delle società che gestiscono il concessionario auto in via Mainella), stabilmente dedita all’importazione dalla Germania di auto in evasione dell’Iva, il cui programma criminoso è realizzato attraverso plurimi meccanismi illeciti. 

Tra questi – continua la nota del procuratore Auriemma -, l’emissione di fatture soggettivamente inesistenti da parte di Adrian Glowats (gestore del concessionario tedesco di autovetture First Trade) nei confronti di società (Pack Engine Italia e Lux Car 2015) srl, con sede fittizia in provincia di Latina, facenti capo ai fratelli Simone e Roberto Girolami, partecipi alla associazione. 

Ma anche la falsificazione – prosegue la nota del procuratore Auriemma – dei documenti di circolazione dei veicoli o l’intestazione fittizia all’estero di targhe provvisorie e delle carte di circolazione a privati; e la materiale falsificazione delle fatture emesse dalla First Trade di Glowatz per far risultare importatore la società Cir Autotrasporti dell’associato Giuseppe De Lucia, con sede a Foggia.

E ancora – continua la nota del procuratore Auriemma -, false dichiarazioni sostitutive di atto notorio con cui De Lucia fa apparire l’operazione soggetta al regime del margine, ottenendo così dall’Agenzia delle entrate di Foggia lo sblocco all’immatricolazione dei veicoli senza il previo versamento dell’Iva. Poi le false dichiarazioni sostitutive di atto notorio, in molti casi prodotte da Domenico Sordo, titolare di un’agenzia di pratiche auto, presso la Mctc di Foggia, su incarico delle società dei Girolami, dirette a creare l’apparenza di una cessione dei veicoli importati effettuata da tali società nei confronti di soggetti privati, a nome dei quali viene chiesta l’immatricolazione.

Il meccanismo fraudolento accertato – prosegue la nota del procuratore Auriemma – si completa attraverso l’emissione di ulteriori fatture di vendita soggettivamente inesistenti emesse dalle società dei Girolami nei confronti di quelle di Marchetti – che in realtà acquistano i veicoli direttamente dal Glowats – o dei privati, che acquistano gli stessi veicoli direttamente dalla concessionaria di via Mainella”.



“Le società cartiere dei Girolami – continua la nota del procuratore Auriemma – non provvedono poi al versamento dell’Iva e il risparmio su tale imposta consente alle società dell’imprenditore viterbese Elio Marchetti – che a sua volta matura indebiti crediti Iva o applica illegittimamente il più favorevole regime del margine – di collocare le vetture sul mercato a prezzi vantaggiosi, a discapito delle imprese concorrenti che operano nel rispetto delle regole, così lucrando un profitto illecito che, in parte, viene versato ai concorrenti per l’attività da loro prestata in favore dell’organizzazione”.



Infine: “il volume di affari accertato delle autovetture importate dal fornitore comunitario “First Trade Gmbh” – conclude la nota – per il tramite della interposta Pack Engine Italia Srl di Simone Girolami è pari a circa 2.900.000 per il solo anno di imposta 2015”.


Gli arrestati ai domiciliari dell’operazione Déjà vu

Elio Marchetti

Domenico Sordo

Giuseppe De Lucia

Carla Corbucci

Emilia Tiveddu

Simone Girolami


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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3 maggio, 2017

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