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Tribunale - Davanti al giudice Cialoni anche due processi per furto, due bottiglie di rum e un maglione al supermercato e un telefonino all'ospedale

Riga l’auto della vicina perché parcheggia male, condannato

Un'aula del tribunale

Un’aula del tribunale

Viterbo – Serie di casi d’ordinaria amministrazione, ma sicuramente insoliti e curiosi, ieri mattina in tribunale. Davanti al giudice Rita Cialoni due processi per furto, uno a Belcolle e uno al Leclerc, e uno a un imputato accusato di avere rigato la macchina della vicina. Quest’ultimo se l’è cavata con una multa di 500 euro, ma il pm aveva chiesto sei mesi

I fatti sono avvenuti a Vetralla nel cuore di una calda notte d’estate, verso mezzanotte del 6 agosto 2011. L’imputato, arrabbiato perché secondo lui la vicina aveva parcheggiato male l’auto nel piazzale condominiale, si sarebbe fatto giustizia a modo suo. Per vendicarsi avrebbe rigato un’intera fiancata della vettura, svegliando col rumore la donna e il marito che hanno chiamato i carabinieri e lo hanno denunciato. Finito sotto processo per ingiurie e danneggiamenti, se l’è cavata con una multa do 500 euro. Ma dovrà anche risarcire i danni alla vittima, in attesa da sei anni.


Furto di un maglione e due bottiglie di rum

Un maglione e due bottiglie di rum. Sono il bottino di una coppia originaria dell’est europeo, un uomo e una donna, bloccati il 14 giugno 2013 all’uscita dalla barriera delle case del supermercato Leclerc di Viterbo. I due erano stati adocchiati dalla vigilanza mentre si muovevano con fare sospetto al banco dei liquori e l’uomo afferrava qualcosa e la nascondeva nella giacca. In tasca aveva le due bottiglie di rum, mentre il maglione, privato dell’etichetta, ritrovata sotto lo scaffale, se lo era infilato direttamente addosso. Il pm ha chiesto una condanna a sei mesi e una multa di 300 euro. La sentenza è stata rinviata. 


Furto a Belcolle

Furto a Belcolle. In aula la vittima, un uomo di Tuscania, finito in ospedale a causa di un incidente stradale il 6 dicembre 2012. “Di notte, mentre ero assopito, ho avuto la sensazione che passasse qualcuno. Mi sono guardato attorno e ho visto che dal comodino era scomparso il telefonino”. In camera era da solo. Dato l’allarme a un infermiere, sul posto è giunto un ispettore di polizia. “Gli ho spiegato cosa era successo, dopo di che si è allontanato e dopo un paio d’ore è tornato col mio cellulare, un vecchio Nokia, già all’epoca obsoleto. Ad avere valore era la scheda, che invece non è stata ritrovata. Quello è stato il vero danno”. Per la sentenza dovrà aspettare. 

19 maggio, 2017

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