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Omicidio Casasole - Nei prossimi giorni la decisione sulla possibile scarcerazione

19enne reo confesso, il Riesame si riserva

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Samuele Viale

Samuele Viale

Samuele Viale

Samuele Viale

Cuneo – Omicidio di Limone, il tribunale del Riesame di Torino si riserva sulla richiesta di scarcerazione di Samuele Viale, il presunto assassino della turista viterbese Giuseppina Casasole.

Samuele Viale è il 19enne reo confesso di Limone Piemonte, che avrebbe assassinato, spingendola lungo un pendio, la sessantenne mentre, durante una vacanza con la figlia in Piemonte, stava portando a spasso il suo cane e raccogliendo fiori.

Un giallo per il difensore del presunto omicida, l’avvocato Luca Ritzu. Tra le incongruenze: “Non sarebbe bastata una semplice spinta a uccidere la vittima”. “Gli unici elementi per i quali il ragazzo si trova detenuto – ha ribadito oggi ai giudici della libertà il legale – si basano esclusivamente sulle sue dichiarazioni rilasciate in un momento di confusione mentale”.

Non la pensano allo stesso modo il gip Emanuela Dufour e il sostituto procuratore Carla Longo, quest’ultima presente all’udienza di questa mattina per sostenere la tesi della procura della repubblica di Cuneo.

“Lui vuole andare via dal carcere torinese – ha sottolineato il difensore alla vigilia dell’udienza – gli unici elementi per i quali si trova detenuto si basano esclusivamente sulle sue dichiarazioni. Il ragazzo è ancora confuso e sta assumendo farmaci”.

Il diciannovenne, con problemi di tossicodipendenza e di natura psichica, è rinchiuso dal 7 giugno nel carcere “Le Vallette” di Torino dopo aver confessato di aver ucciso sotto l’impulso di “voci” Giuseppina Casasole, facendola precipitare in un pendio, sferrandole un violento calcio alla schiena.

Nel corso dell’udienza, il difensore Ritzu ha ribadito che non ci sono elementi per trattenere il ragazzo al di fuori delle sue dichiarazioni rilasciate quando si trovava in uno stato di “psicosi acuta”, come diagnosticato dai medici del reparto di psichiatria, determinata dall’assunzione di Lsd.

Allo stato mentale alterato si aggiungerebbero anche alcune contraddizioni e divergenze con quanto riferito dal padre del ragazzo e alla circostanza che nessuno abbia dichiarato di averlo visto sul posto.

Ed è proprio lo stato del luogo dove sarebbe precipitata Giuseppina Casasole, il 30 maggio, ad aggiungere ulteriori perplessità nel difensore sulla confessione offerta da Viale. “Il pendio in località Vallone San Giovanni, a Limone, dove è stato rinvenuto il corpo – sottolinea il legale – è stato descritto dai carabinieri non come un dirupo scosceso, ma piuttosto un lieve declivio fitto di vegetazione. Per cui una semplice spinta non avrebbe potuto determinare una caduta talmente rovinosa da causare la morte della sessantenne”.

Per il gip invece il quadro indiziario è certo e Samuele Viale resta per ora l’unico indagato con l’accusa di omicidio volontario. Lo stesso giudice per le indagini preliminari Dufour, nel frattempo, ha disposto sul presunto omicida una perizia psichiatrica in sede di incidente probatorio.

Lo psichiatra Alessandro Jaretti di Torino è stato incaricato consulente per la difesa, il dottor Enrico Bessone invece è stato nominato dalla pm Carla Longo. L’obiettivo è stabilire se il ragazzo fosse capace d’intendere e di volere, sia al momento del fatto, sia quando si è autoaccusato, e se sia in grado di stare in giudizio.

Si prevedono comunque tempi lunghi. Sempre che non ci siano ulteriori rinvii, le conclusioni non saranno rese note prima di ottobre. Le operazioni peritali inizieranno il 18 luglio, le relazioni dovranno essere depositate entro il 18 ottobre e saranno discusse in aula, se tutto va bene, il 24 ottobre. 


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23 giugno, 2017

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