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Viterbo - Coincidenze e ricorrenze, con i roghi che partono dallo stesso punto

A Casale Bussi tre incendi nel giro di quattro anni

di Daniele Camilli

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Viterbo - L'impianto di smaltimento rifiuti di Casale Bussi in fiamme

Viterbo – L’impianto di smaltimento rifiuti di Casale Bussi in fiamme

Viterbo - Incendio alla discarica di Casale Bussi - I vigili del fuoco in azione

Viterbo – Incendio alla discarica di Casale Bussi – I vigili del fuoco in azione nel 2014

Viterbo - Incendio alla discarica di Casale Bussi - I vigili del fuoco in azione nel 2017

Viterbo – Incendio alla discarica di Casale Bussi – I vigili del fuoco in azione nel 2017

Viterbo - Incendio all'impianto per lo smaltimento dei rifiuti di Casale Bussi

Viterbo – Incendio all’impianto per lo smaltimento dei rifiuti di Casale Bussi

Viterbo – Tre incendi nel giro di quattro anni. Quasi uno all’anno. Tutti e tre nell’impianto di raccolta rifiuti di Casale Bussi a Viterbo. Il primo, 31 maggio 2014. Il secondo, 31 agosto 2016. L’ultimo, ieri notte. Ce ne sarebbe anche un quarto, nel 2015. Con questo sarebbero uno all’anno.

E tutti e tre che sembrerebbero partire dallo stesso punto. Tant’è che sfogliando l’archivio di Tusciaweb c’è quasi sempre la stessa foto. I pompieri che tentano di spegnere il fuoco dallo stesso lato. Guardando la struttura dal viale principale, in alto a sinistra. Non solo, tutti e tre gli incendi si sono sviluppati d’estate o durante la bella stagione. Maggio, giugno e agosto. Tutti di notte o poco prima dell’alba.

Nel 2015, sempre all’inizio di giugno, sembrerebbe vi sia stato anche un quarto incendio, segnalato questa volta da un’inchiesta del Fatto Quotidiano. In coincidenza con altri 18 roghi divampati in altrettanti impianti di raccolta dei rifiuti, e della differenziata in particolare. Tutti nell’arco di due mesi. In tutt’Italia, da nord a sud. Pontedera in provincia di Pisa, Roma, Perugia, Aviano in provincia di Pordenone e altri ancora. 

“Il copione si ripete sempre uguale – scriveva nell’agosto del 2015 Giorgio Meletti sul quotidiano diretto da Peter Gomez -. All’alba parte l’incendio che richiede diverse ore per essere domato. Le case circostanti vengono invase da fumo nero e maleodorante, con comprensibile spavento della popolazione. L’effetto è duplice: si mette fuori gioco un concorrente insidioso per il sistema discariche-inceneritori e poi c’è sempre un politico locale che grida all’inquinamento e chiede l’immediata chiusura dell’impianto pericoloso e inquinante”.

Che sta succedendo? Perché questa successione di incendi a Casale Bussi quasi fosse una ricorrenza? Perché tutte queste coincidenze? Quali sono le cause di questi incendi?

Nell’impianto di Casale Bussi o c’è qualcosa che non funziona oppure a qualcuno non piace. 

Daniele Camilli


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6 giugno, 2017

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