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Appalti truccati, imprenditori e tecnici non dovevano essere arrestati

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Operazione Vox Populi - La forestale al comune di Acquapendente [4]

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Acquapendente – Appalti truccati, quegli arresti non si dovevano fare. Annullate dal tribunale della libertà le ordinanze le ordinanze di custodia cautelare con cui il gip Stefano Pepe ha disposto i domiciliari per gli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici e  i tecnici comunali Ferrero Friggi e Vincenzo Palumbo, arrestati lo scorso 17 ottobre e rimessi in libertà dopo tre mesi.

“Il terzo grado di giudizio ci ha dato ragione. Il  riesame ha annullato l’ordinanza dopo il rinvio da parte della cassazione al tribunale della libertà. In altre parole, quegli arresti non si dovevano fare, sono stati annullati e contestualmente anche le misure interdittive con cui, nel frattempo, i domiciliari erano stati sostituiti”, ci tiene a sottolineare il difensore Enrico Valentini, che con Piefrancesco Bruno assiste gli imprenditori Galli e Bonamici e l’ex responsabile dell’uffico tecnico del Comune di Acquapendente Friggi.

“E’ grazie a quegli arresti domiciliari che i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci hanno ottenuto dal tribunale il giudizio immediato per i quattro indagati viterbesi dell’inchiesta, sfociata anche nell’arresto di un funzionario regionale, per cui è competente il tribunale di Roma. Per lui la cassazione aveva già annullato senza rinvio l’ordinanza, giudicandola un copia incolla”, spiega Valentini, promettendo battaglia sul punto in sede di dibattimento.

Il processo ha preso il via lo scorso mese di gennaio e solo in concomitanza con la prima udienza Friggi, Palumbo, Bonamici e Galli sono stati rimessi in libertà. La decisione sulla legittimità degli arresti, arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, sette mesi dopo il blitz dell’operazione Vox Populi, porta la firma della terna di magistrati presieduta dal giudice Gian Luca Soana, a latere Maria Viseita e Debora Suipizi. 

E’ l’esito dell’udienza bis davanti al tribunale della libertà di Roma dopo che la cassazione ha annullato con rinvio allo stesso riesame le ordinanze di custodia cautelare con cui il gip Stefano Pepe ha disposto gli arresti domiciliari per gli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici e i tecnici comunali Ferrero Friggi e Vincenzo Palumbo.

Il riesame, in pratica, ha dovuto decidere per la seconda volta sulla legittimità  degli arresti disposti dal tribunale di Viterbo. Arresti che i giudici del tribunale della libertà avevano confermato in prima istanza, convincendo i difensori Claudia Polacchi, Enrico Valentini e Piefrancesco Bruno a ricorrere agli ermellini.

I quattro indagati viterbesi dell’inchiesta sono rimasti ai domiciliari per tre mesi, dal 17 ottobre fino alla prima udienza del giudizio immediato scattato proprio in virtù della misura di custodia cautelare contestata dalle difese. 

 


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