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“Cantiere per la piscina, mai visti contrasti tra Londero e Ciucciarelli”

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I pm Franco Pacifici e Paola Conti [3]

I pm Franco Pacifici e Paola Conti

Viterbo – Crac del Cev, ieri è stato il giorno della difesa dell’ingegnere Claudio Ciucciarelli. 

Tra i sette imputati rimasti ancora nel processo è l’unico su cui pende l’accusa di concussione, a carico di un imprenditore di Capranica, Massimo Londero, che contro di lui si è costituito parte civile per avere i danni, assistito dall’avvocato Antonio Rizzello.

Al centro i lavori per la realizzazione della piscina comunale del Murialdo, tra il 2003 e il 2004,e quelli per l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti di tre suole del capoluogo, all’Ellera e al Carmine. 

Per due ex dipendenti di Londero, citati dai difensori di Ciucciarelli, Fausto Barili e Carlo Taormina, i rapporti tra l’imprenditore e l’ingegnere sarebbero stati normali. “Mai visti contrasti, al più piccoli screzi”, hanno detto, confermando di essere stati presenti a cene con gli altri operai della ditta alle quali erano presenti entrambi. 

Nessuna lite o clima pesante al cantiere della piscina. “Mai visti contrasti tra di loro, al più screzi. Londero si vedeva poco. Ciucciarelli, che era il progettista e alla direzione dei lavori, era il referente per noi operai. Se avevamo un dubbio o un problema, ci pensava lui a risolverlo. Per telefono o venendo sul posto. Eravamo noi a cercarlo, se serviva. Sempre gentile e disponibile”.

Nessun impianto elettrico ex novo nello studio privato dell’ingegnere. “Che impianto… sono andato a mettergli quattro plafoniere quattro, non so chi le abbia comprate – ha raccontato l’operaio che fece il lavoro nell’ufficio dell’imputato – Londero mi ha detto di passare da Ciucciarelli a fare il lavoro e io sono andato. Nessuna anomalia, tutto normale. Non so che accordi ci fossero tra loro”.

Tra Londero e Ciucciarelli ci sarebbero stati rapporti di collaborazione consolidati.  “Tra loro c’era un clima sereno. Con Ciucciarelli abbiamo fatto un agriturismo a Pomezia, un negozio alle Pietrare, l’impianto elettrico in un capannone di Vico Matrino, i pannelli fotovoltaici su tre scuole di Viterbo…”, hanno detto citando una lunga sfilza di cantieri.

Gli affari di Londero, ciononostante, negli ultimi tempi, non sarebbero andati troppo bene. “Finita la piscina, il cantiere più importante che avesse mai avuto, c’era carenza di lavoro”, hanno detto i due testimoni, spiegando di essersi licenziati per questo, tra il 2006 e il 2007. 

Nessuno ricorda però che durante la cena a Capranica, nel 2005, Ciucciarelli avrebbe addirittura rassicurato gli operai, senza stipendio, che nel suo piccolo avrebbe dato una mano. 

Per i pm Franco Pacifici e Paola Conti, l’ingegnere ed ex presidente di Federimprese Viterbo avrebbe spinto il subappaltatore Claudio Londero a farsi saldare una fattura fasulla dalla Isofoton srl – fornitrice dei pannelli fotovoltaici per i tre edifici comunali – per 32mila euro. Un “lavoro a perdere”, come lo ha definito la stessa presunta vittima sotto giuramento, lanciando accuse pesantissime: “Dovetti emettere alla ditta fornitrice una fattura falsa da 38.400 euro: a me lasciò l’Iva, per sé tenne 32mila euro, che si fece dare in più tranche in contanti. Quando gli diedi l’ultima parte mi disse che erano per le ferie dei politici”.


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