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24enne pestato e preso a cinghiate - Le difese hanno quindici giorni per scegliere un rito alternativo - Intanto va chiuso l'incidente probatorio

Casapound, il 14 luglio il giudizio immediato per Santini e Polidori

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Vallerano - La manifestazione di Casapound

Vallerano – La manifestazione di Casapound

 

Vignanello - Vallerano - Il corteo antiviolenza

Vignanello – Vallerano – Il corteo antiviolenza

Vallerano – Aggressione di Casapound, tutto in due settimane. Tour de force per il collegio difensivo di Luca Santini e Jacopo Polidori. Per i due giovani di Vignanello accusati di lesioni personali aggravate per avere aggredito a pugni e cinghiate un 24enne di Vallerano, la notte tra l’11 e il 12 febbraio, si preanuncia un mese di fuoco.  

Ieri il via all’incidente probatorio, entro il 19 giugno il deposito della perizia, il 22 giugno di nuovo tutti davanti al gip per chiudere l’incidente probatorio, entro il 24 giugno la scelta del rito, mentre il 14 luglio è stata già fissata la prima udienza del processo (giudizio immediato). 

Tempi strettissimi per decidere se vorranno essere processati col rito ordinario oppure con un rito alternativo. La prima udienza del giudizio immediato, infatti, è stata fissata a sorpresa già per il 14 luglio davanti al giudice Silvia Mattei. Nel frattempo Polidori, leader di Casapound Cimini, è agli arresti domiciliari da quasi tre mesi, dal 15 marzo.

La notifica del decreto di giudizio immediato, chiesto dal pm Stefano D’Arma, è stata recapitata ieri ai due imputati, che adesso hanno quindici giorni di tempo, fino al 24 giugno, per decidere se optare per il processo, il patteggiamento oppure un abbreviato. Una scelta collegata però all’esito dell’incidente probatorio che ha preso il via ieri davanti al gip Savina Poli, la quale ha affidato al medico legale Antonio Maria Lanzetti una perizia sulla vittima.

Una perizia chiesta dai difensori Domenico Gorziglia, Samuele De Santis e Enrico Valentini, dopo l’ulteriore aggravamento del capo d’imputazione, in quanto la prognosi per la vittima avrebbe superato i 40 giorni. Il consulente dovrà valutare se la persona offesa sia affetta da disturbo post traumatico da stress, se tale disturbo sia causalmente ricollegabile all’aggressione subita e l’epoca di insorgenza.

Tempi strettissimi anche per il dottor Lanzetti, che dovrà depositare la sua relazione in tribunale entro dieci giorni, il 19 giugno, termine imposto dalla stessa gip Poli. 

Un puzzle a incastri. Già il 22 giugno, infatti, vittima e imputati dovranno comparire di nuovo in tribunale per la chiusura dell’incidente probatorio. Dopo di che avanzeranno solo due giorni per decidere se chiedere riti alternativi che consentono lo sconto di un terzo della pena, come il patteggiamento o come l’abbreviato, quest’ultimo in caso di condanna. 

Proprio l’abbreviato – condizionato alla perizia sulla sindrome da stress post traumatico di cui soffrirebbe la vittima, in caso sia favorevole alla difesa – potrebbe essere una delle opzioni. Altamente improbabile, invece, una richiesta di patteggiamento. 

“Siamo davanti a una situazione anomala in cui, nonostante la richiesta di un incidente probatorio il cui esito viene definito fondamentale dallo stesso giudice per le indagini preliminari, è stato già fissato il giudizio immediato, costringendo le parti a fare i salti mortali. Ma siamo sereni, nonostante il tour de force”, hanno commentato ieri Gorziglia, De Santis e Valentini al termine dell’udienza. 

Nessun dubbio sulla rilevanza della perizia sulla vittima. “La prova richiesta – scrive lo stesso giudice Poli nell’ordinanza di ammissione dell’incidente probatorio – ha rilevanza fondamentale ai fini della decisione dibattimentale in ordine alla sussistenza dell’aggravante ad effetto speciale contestata agli imputati”.

Non resta che aspettare. 


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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10 giugno, 2017

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