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Tribunale - Sentenza favorevole a un'azienda falisca fa da apripista a una valanga di ricorsi - E' la prima volta a livello nazionale

Condizioni usurarie, banca condannata alla gratuità del mutuo

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L'avvocato Massimo Meloni

L’avvocato Massimo Meloni

Montefiascone – Storica sentenza del tribunale civile di Viterbo. E’ la prima sentenza nella Tuscia e la prima in Italia che dà ragione a un’azienda, condannando una banca alla completa gratuità di un mutuo acceso a condizioni usurarie e al rimborso degli interessi indebitamente pagati. 

Protagonista della vicenda una ditta di Montefiascone, assistita dall’avvocato Massimo Meloni che in appena due anni, considerando i tempi della giustizia, è riuscito ieri a chiudere il processo. “Un processo per il quale il giudice Fiorella Scarpati – spiega il legale – non ha nemmeno disposto la ctu, la consulenza tecnica d’ufficio, non ritenendola necessaria, accorciando così ulteriormente i tempi della sentenza”. 

Il mutuo, per un importo di 150mila euro, è stato stipulato il 31 luglio 2014. “La gratuità – spiega Meloni – deriva dall’articolo 1815 del codice civile, secondo il quale le clausole sono nulle, se il tasso è usurario. Ebbene, in questo caso le condizioni sono risultate palesemente usurarie. In futuro la ditta dovrà versare solo il capitale delle singole rate, senza interessi”.

Ma non solo. “Considerato che secondo quanto allegato all’udienza di discussione dalla banca – si legge nella sentenza – il mutuatario aveva restituito 28 rate per l’importo di 63.199,62 euro e che in base alla dichiarata gratuità del mutuo la somma già versata coprirebbe 35 rate (62.501,25 euro), nonché una parte della rata 36, ciò comporta che gli stessi dovranno ricominciare a pagare, se non ancora scaduta, la somma di € 698,37 a valere sulla rata 36 e quindi le successive rate per l’importo di 1.785,75 euro ciascuna”. 

Una sentenza che, secondo Meloni, apre la strada a una valanga di ricorsi: “Cinque contratti su dieci di mutui, leasing e finanziarie sono a tassi usurari. Per questo la sentenza di ieri è destinata a entrare nella storia e fare giurisprudenza a livello nazionale. La fattispecie investe gli interessi dei consumatori, non essendo un caso isolato ma trovando tale vizio in moltissimi contratti”.

“Con tale strumento, su tesi che porto avanti da anni, si salvano aziende e famiglie. In questo momento non è poco”, conclude il legale.

 

 

 

 

 

 


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16 giugno, 2017

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