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Tribunale - Ragazzino umiliato in classe - Rischia il processo l'insegnante di scuola media sospesa dal servizio nel 2016

Dà dello stupido a uno studente, prof dal gup per maltrattamenti

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 

Giovanni Labate, avvocato dei genitori dei bambini

Giovanni Labate, difensore della docente

 

Il pm Paola Conti

Il pm Paola Conti, titolare dell’inchiesta

 

L'avvocato Enrico Valentini

L’avvocato Enrico Valentini, assiste la famiglia

Bagnoregio – (sil. co.) – Prof “bulla”, fissata l’udienza preliminare. La docente comparirà davanti al gup a ottobre, esattamente un anno dopo la chiusura delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Paola Conti. 

E’ la professoressa della scuola media di Bagnoregio che, invece di incoraggiare un suo alunno affetto da discalculia e disgrafia, lo avrebbe umiliato dandogli dello stupido davanti ai compagni di classe. Adesso rischia di finire sotto processo per maltrattamenti.

Il sostituto procuratore Paola Conti ha formalizzato otto mesi fa le accuse all’insegnante, una 59enne, cui è stato notificato il temuto 415 bis, l’avviso di fine indagini che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. 

Pronti a costituirsi parte civile i genitori della presunta vittima, un ragazzino di 14 anni iscritto alla terza media, che nel febbraio 2016, assistiti dall’avvocato Enrico Valentini, presentarono in procura l’esposto sfociato nella sospensione lampo dell’insegnante.

Il ragazzino in casa non aveva detto una parola di quello che succedeva a scuola. Il caso è stato sollevato dagli stessi compagni durante una lezione sul bullismo al catechismo e riferito alla famiglia. “Non senti che puzzi?”, gli avrebbe detto la professoressa d’italiano, facendone il pierino della classe. “Sei uno stupido, inutile che ti spiego le cose, tanto non capisci”, sarebbero state le battute all’ordine del giorno.

Poi avrebbe costretto i due compagni più robusti a sollevarlo di peso e buttarlo fuori della porta. Fatti gravissimi, cristallizzati durante l’incidente probatorio dal 14enne e da 6 compagni, che avrebbero in parte ridimensionato un solo episodio del processo, quando il 14enne sarebbe stato costretto su una sedia e sbeffeggiato senza che la prof intervenisse.

Per il difensore Giovanni Labate, l’incidente probatorio avrebbe dovuto riguardare anche il resto della classe. Ma per la psicologa Laura Ballarè, nominata dal tribunale, non ci sono dubbi che le testimonianze dei sette minorenni siano attendibili, genuine, senza interferenze da parte degli adulti.


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15 giugno, 2017

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