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Rogo a Casale Bussi - La prefettura dopo il vertice di ieri - Fondamentale la tempestiva azione dei soccorritori - Dopo l'apertura del fascicolo per incendio doloso, la procura ha disposto il sequestro dell'impianto andato a fuoco - I sigilli sono stati messi dai carabinieri

“Evitato l’inquinamento ambientale grazie all’immediato intervento”

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Viterbo - Incendio all'impianto per lo smaltimento dei rifiuti di Casale Bussi

Viterbo – Incendio all’impianto per lo smaltimento dei rifiuti di Casale Bussi

Viterbo - Incendio all'impianto per lo smaltimento dei rifiuti di Casale Bussi

Viterbo – Incendio all’impianto per lo smaltimento dei rifiuti di Casale Bussi

Viterbo – Rogo a Casale Bussi, l’immediato intervento dei soccorritori ha “evitato l’inquinamento ambientale”. Lo fa sapere, con una nota, la prefettura di Viterbo dopo il vertice di ieri nel palazzo di governo di piazza del plebiscito.

Multimedia: Incendio all’impianto di smaltimento – slide – video – Il sopralluogo del sindaco – slide

“Grazie al pronto intervento dei vigili del fuoco e dei carabinieri, l’incendio (nell’impianto della Ecologia Viterbo, ndr) è stato arginato, gestito e spento in tempi molto brevi. Ciò è stato determinante, secondo i rappresentati di Arpa e Asl, al fine di escludere i rischi di inquinamento ambientale”. Ma la certezza ci sarà solo tra qualche giorno, quando arriveranno i risultati delle analisi dell’agenzia regionale per la protezione ambientale e dell’istituto zooprofilattico di strada Bagni. Nel frattempo, in via precauzionale, il sindaco Leonardo Michelini ha imposto il divieto di consumo di frutta e verdura coltivata nel raggio di un chilometro dal rogo e quello di far pascolare, nella stessa area, gli animali e di non nutrirli con il foraggio esposto ai prodotti della combustione.

L’incendio, divampato intorno all’una di domenica nell’impianto tmb della Teverina, sarebbe doloso. Ieri la procura di Viterbo, dopo i primi risultati delle indagini dei carabinieri e dei vigili del fuoco, ha aperto un fascicolo contro ignoti per questo tipo di reato. Uno solo il focolaio che ha generato il rogo, partito dall’impianto di stoccaggio. Ieri è stato posto sotto sequestro dai carabinieri, su disposizione della pm Eliana Dolce.
Domenica, dopo l’incendio, una densa nube nera si è alzata per ore sopra l’impianto di Ecologia Viterbo.

Il sito di Casale Bussi, notevolmente danneggiato, resterà chiuso a lungo e per mesi verrà usato come solo centro di trasferenza. “I rifiuti della provincia di Viterbo – spiega il sindaco Michelini – vengono scaricati in dei container, poi trasferiti a Massarosa”. In un centro di raccolta del comune lucchese, in Toscana. Una soluzione tampone, in attesa della conta dei danni. “Se tutto viene verificato a breve – sottolinea il primo cittadino -, la quantità di rifiuti che dovremmo portare fuori dovrebbe essere ridotta. Anche perché una parte dell’impianto è funzionante: quella che lavora l’umido dell’indifferenziato”.

Il rischio, ora, è anche un eventuale aumento dei costi del servizio di igiene urbana per i comuni. Per il presidente della provincia Mauro Mazzola è indubbio che “qualcuno deve pagare per quando successo” all’impianto, ma questo qualcuno “non devono essere i cittadini”.


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7 giugno, 2017

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