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Operazione Déjà vu - L'imprenditore Elio Marchetti resta recluso in casa, a un mese dal blitz di finanza e polstrada

Frode carosello, confermati i domiciliari dal Riesame

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Elio Marchetti

Elio Marchetti

 
Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Viterbo – Operazione Déjà vu – Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria di via Mainella

Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Viterbo – Operazione Déjà vu – Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria di via Mainella

Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Viterbo – Operazione Déjà vu – Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria di via Mainella

Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Viterbo – Operazione Déjà vu – Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria di via Mainella

Viterbo – Truffa carosello da un milione e mezzo di euro, no del tribunale del Riesame alla revoca o a un alleggerimento della misura per i sei indagati finiti ai domiciliari lo scorso 3 maggio nell’operazione Déjà vu.

Tra loro il noto imprenditore viterbese del settore auto Elio Marchetti, titolare della concessionaria plurimarche di via Mainella al Poggino.

Multimedia: Arrestato Elio Marchetti – slide

Pesante l’accusa: associazione per delinquere a carattere transnazionale, finalizzata alla commissione di reati contro la fede pubblica e il fisco. In pratica avrebbero importato auto di lusso dalla Germania eludendo l’Iva, a danno delle casse dello stato e della leale concorrenza, potendo in questo modo immettere sul mercato supercar a prezzi low cost rispetto alle concessionarie in regola col fisco. 

A quasi un mese dall’applicazione della misura, Marchetti resta dunque recluso in casa. E come lui anche le collaboratrici Carla Corbucci ed Emilia Tiveddu, la prima storica segretaria, la seconda liquidatrice della Golden Group, l’ex spa di via della Palazzina.

Tuttora ai domiciliari anche gli altri tre indagati per cui sono state disposte le misure di custodia cautelare. Nessuno di loro è viterbese. Sono i foggiani Domenico Sordo e Giuseppe De Lucia  e il latinense Simone Girolami. Titolari, rispettivamente, di un’agenzia di pratiche auto, di una società di autotrasporti e di una presunta società cartiera con sede a Latina. 

Nove  complessivamente gli indagati, di cui tre a piede libero. Almeno novanta le auto coinvolte, per lo più di grossa cilindrata. Tutte di marchio tedesco: Mercedes-Benz, Audi, Bmw. 


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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1 giugno, 2017

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