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Ambiente - Revocate le ordinanze di divieto a Ronciglione e Caprarola - Il sindaco Stelliferi: "E' un fenomeno che si ripete tutti gli anni, la situazione è sotto controllo, basta coi facili allarmismi"

Il lago di Vico torna balneabile

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Il lago di Vico

Il lago di Vico

 

Eugenio Stelliferi, sindaco di Caprarola

Eugenio Stelliferi, sindaco di Caprarola

Caprarola – Il lago di Vico torna balneabile.

Revocate le ordinanze di divieto di balneazione emesse all’inizio del mese dai sindaci di Ronciglione Alessandro Giovagnoli (sconfitto poi da Mario Mengoni alle elezioni dell’11 giugno) e di Caprarola Eugenio Stelliferi.

Un provvedimento scaturito dopo il recente prelievo di campioni di acqua da parte dell’Arpa Lazio che aveva infatti riscontrato una concentrazione di cianobatteri (le cosiddette alghe azzurre) superiore ai limiti consentiti in alcune delle aree in cui è suddiviso il lago di Vico, in particolare, la zona 2, ovvero Riva Fiorita (nel comune di Ronciglione) e la 5, ovvero Bella Venere (nel comune di Caprarola).

Si torna dunque a fare il bagno. 

“E’ un fenomeno che si ripete ogni anno – spiega il sindaco Stelliferi -, c’è stato lo scorso e sono pronto a scommettere che ci sarà anche il prossimo. Non è che l’acqua un giorno non è balneabile e un altro diventa eccellente, perché è sempre quella. Si tratta solo di una presenza algale dovuta a un fenomeno atmosferico e cioè, quando all’interno dell’acqua non fa eccessivamente caldo l’alga rimane in superficie, perché predilige il freddo.

Quando avanza il caldo, come è successo in questi giorni di giugno, perché le analisi che hanno portato all’ordinanza erano di fine maggio, quando ancora non si erano registrate alte temperature, le alghe scendono nei fondali.

Quindi, l’Arpa quando ha rifatto i prelievi, non le ha trovate più. Bisogna evitare facili allarmismi, non possiamo più continuare con questo giochetto che oggi l’acqua va bene, domani no e poi chissà, perché, alla fine, si genera confusione e la gente viene disorientata. E’ impossibile che l’acqua in un quarto d’ora sia eccellente e in quello dopo pessima. Non esiste”.

Stelliferi insiste: “Senza dati scientifici certi alla mano, non si può parlare. Il problema c’è, ma rispetto a tanti anni fa, ora, le amministrazioni si sono mosse con una serie di iniziative per cui, le acque in distribuzione non hanno nessun problema dal punto di vista della salute. E non lo dico io, ma l’istituto superiore della Sanità che è il massimo organo in Italia.

L’Arpa stessa, quindici giorni fa, aveva chiesto solo una sospensione temporanea, sapendo di essere di fronte a un fenomeno ciclico che si si ripete tutti gli anni. E’ vero poi che le alghe possono rilasciare delle cianotossine, ma, a oggi, non sono mai state riscontrate.

Da sei anni a questa parte, nei rubinetti dei caprolatti non sono mai state registrate. Stiamo facendo il necessario e anche oltre. Il problema non è risolto, ma da qui a dire che si rischia la vita ce ne passa, anche perché a rimetterci sono gli operatori del territorio che, per colpa di dichiarazioni facili, vengono penalizzati coi turisti che vanno in altri laghi, quando il nostro – conclude Stelliferi – è stato classificato dalla regione e dall’Arpa come eccellente”.


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18 giugno, 2017

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