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Caffeina - Flavia Perina presenta il suo libro ispirato ai casi Federico Aldovrandi, Stefano Cucchi e Giuseppe Uva

“Quando muore un figlio…”

di Daniele Camilli - Tusciaweb Academy

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Flavia Perina

Flavia Perina

Flavia Perina

Flavia Perina

Elisabetta Mondello

Elisabetta Mondello

Flavia Perina al firmacopie

Flavia Perina al firmacopie

Elisabetta Mondello

Elisabetta Mondello

Le ragazze di Caffeina

Le ragazze di Caffeina

Mauro Rotelli e Gianmaria Santucci

Mauro Rotelli e Gianmaria Santucci

Gianmaria Santucci

Gianmaria Santucci

Mauro Rotelli

Mauro Rotelli

Viterbo – “Le donne sono sempre in prima fila. E c’è una grossa differenza tra il dolore che una donna prova di fronte alla morte di un figlio rispetto a quello di un uomo, capace di trovare sempre soluzioni diverse per poterlo superare”. Flavia Perina presenta il suo libro a Caffeina, in piazza del Comune. Le lupe. “La storia di una che vuole sparare a un poliziotto”. La sintesi che fa del suo libro “una giornalista prestata alla politica”, come l’autrice stessa si definisce, per poi tornare di nuovo a fare la giornalista.

Tra il pubblico, anche il consigliere comunale di Viterbo, Gianmaria Santucci. A fine presentazione, farà un salto anche un altro politico viterbese, Mauro Rotelli.

Federico Aldovrandi, Stefano Cucchi, Giuseppe Uva. Un noir ispirato alle loro vicende che racconta il lato privato di una tragedia pubblica. “Tuo figlio è morto, ucciso dalla polizia”. Ora vuoi solo vendetta. Ricontatti così un’amica persa negli anni ‘70, quando entrò in clandestinità. Dall’altra parte della barricata, quella dei rossi.

Una donna che perso il marito pochi anni prima, e ora abita con le due figlie femmine e il maschio nella sua casa di Roma nord. Una mattina il telefono squilla, una voce dall’altro capo le dice che il figlio è stato ucciso dalla polizia durante gli scontri con gli ultras. Solo che il figlio non è mai stato ultra e mai parteciperebbe a scontri di piazza. La vendetta è la sola cosa che vorrebbe. “Una storia al di là di ogni giudizio morale e ogni tentazione pedagogica”, ha detto la Perina, intervistata da Elisabetta Mondello, docente di letteratura a La Sapienza di Roma.

“Sono figlia di due fascisti”, aggiunge. Il padre, Marcello, è stato uno dei fondatori del Msi. Classe 1958, a 19 anni, nel 1977, viene arrestata dalla polizia, in seguito alla morte del militante di Lotta Continua Walter Rossi, avvenuta in uno scontro fra giovani di estrema sinistra ed estrema destra. Quaranta giorni di carcerazione preventiva a Rebibbia, assolta poi in fase istruttoria.

Nei primi anni ’80 è tra i fondatori del mensile Éowyn, primo esperimento di femminismo di destra. Giornalista prima e successivamente direttore responsabile del Secolo d’Italia, nel 2006 viene eletta deputato alla Camera nella lista di Alleanza Nazionale. Rieletta nel 2008, nell’agosto 2010 aderisce a Futuro e Libertà per l’Italia. Nel 2011 il Comitato di Amministrazione de Il Secolo la esonera dal suo incarico perché “la linea editoriale del giornale è stata caratterizzata da una sostanziale assenza di pluralità di posizioni, contribuendo in tal modo alla verticale contrazione delle vendite”. La risposta della Perina non si fece attendere, “l’arroganza e la prepotenza senza idee che caratterizza, purtroppo, il cosiddetto Popolo delle Libertà”. Non si ricandida alle Politiche del 2013, ed è tra i promotori di “Green Italia”, partito ambientalista.

“Con questo libro, parlo della donna selvaggia che non dimentica, non perdona. E se gli uccidi il cucciolo ti sbrana”. Un romanzo noir di denuncia con “la protagonista che sa di essere dalla parte sbagliata e non cerca nessun riconoscimento pubblico. Risponde solo a un istinto ancestrale. “Una madre che si fa giustizia da sola. In un mondo che Perina distingue in “poveri Cristi che se gli ammazzano il figlio non ottengono giustizia. E grandi Cristi che se gli fanno solo una multa, dopo 5 minuti gliela levano”.

Daniele Camilli
Tusciaweb Academy

 


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27 giugno, 2017

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