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Sabatini alla Tusciaweb academy per spiegare il consiglio regionale

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Tusciaweb Academy - Daniele Sabatini [4]

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Viterbo – Tusciaweb academy, è la volta della Pisana, il consiglio regionale a qualche chilometro dal raccordo anulare, vicino Roma. A spiegarne il funzionamento agli aspiranti giornalisti, Daniele Sabatini, consigliere regionale e vice presidente della Commissione speciale riforme istituzionali.

Procura, digos, procedura penale, comune, anni ’70 e mutamenti climatici. Proseguono le lezioni dell’academy in vista della fine del corso prevista per i primi giorni di luglio. Con tanto di sorpresa finale. Dopo il procuratore Auriemma, la consigliera Frontini, il sindaco Michelini e il Nobel Valentini, la settimana scorsa è toccato a Sabatini.

Quanto guadagna un consigliere regionale? Curiosità di rito. Pronta la risposta. Prima però l’analisi. “C’è un prima e un dopo Fiorito”, ha detto il consigliere di Cuori italiani. Franco Fiorito, figlio di un dirigente della Winchester di Anagni e di una pittrice, tempo fa è stato al centro di un noto scandalo istituzionale che ha coinvolto il consiglio regionale del Lazio contribuendo alla caduta del governo di Renata Polverini. “Dopo Fiorito, è cambiato tutto”. “Oggi – ha spiegato Daniele Sabatini – un consigliere regionale prende attorno ai duemila euro netti e beneficia di due fondi. Il fondo di gestione e il fondo per il personale. Il primo ammonta a 5400 euro lordi l’anno. Il secondo arriva a 47 mila euro, sempre lordi e sempre in un anno.

Vale a dire 2000 euro netti al mese con cui poter pagare due unità di personale”. Per il resto, fine di tutti i benefici di un tempo. Persino la pensione, passata anch’essa al regime contributivo. “Come per tutti, del resto. E giustamente”, aggiunge Sabatini.

Cinquanta in tutti i consiglieri, fino a 5 anni fa erano 70. Anche il presidente della giunta fa parte dell’assemblea, con diritto di voto. “Le commissioni permanenti invece sono 8. Quelle speciali 3. A queste si aggiungono il Comitato per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi e due giunte, per il regolamento e le elezioni”. “Le commissioni fanno da anticamera prima di arrivare in consiglio. Un passaggio fondamentale, dove si discute e si perfezionano gli atti normativi prima del passaggio definitivo in aula e il voto di tutti i consiglieri”.

C’è tuttavia una criticità importante. “Troppe le materie trattate da ogni singola commissione – sottolinea Sabatini – ad esempio la commissione agricoltura è anche artigianato, commercio, formazione professionale, innovazione, lavoro, piccola e media impresa, ricerca e sviluppo economico. Va a finire invece che si discute solo dei temi più consistenti, soprattutto quelli legati al settore agricolo. In particolar modo quando si tratta di programma di sviluppo rurale”.

La funzione più importante, la vera ragion d’essere del consiglio. Il potere legislativo. “Alla Pisana si propongono, discutono e mettono ai voti le leggi che poi caratterizzano alcuni settori strategici della vita dei cittadini, come sanità, agricoltura e trasporti”.

I gruppi consiliari sono infine 13. “Normalmente il consigliere aderisce al gruppo che corrisponde alla lista in cui è stato eletto”. Se poi in corso di legislatura il numero dei consiglieri appartenenti a un gruppo scende al di sotto di tre, il gruppo è dichiarato sciolto e i consiglieri che ne facevano parte, se non aderiscono ad altri gruppi, confluiscono in quello misto. Regola che non si applica ai gruppi corrispondenti alle rispettive liste elettorali. In tal caso basta un solo consigliere. Al consiglio del Lazio, ce ne sono 5. Spetta infine alla conferenza dei capigruppo il compito di predisporre il programma delle attività consiliari.

“Un meccanismo complesso – conclude Sabatini – ma affatto difficile da capire. Importante e decisivo. Un luogo dove futuro dei cittadini e dei territori viene veramente messo nero su bianco”.

 


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