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Viterbo - Monsignor Angelo Becciu ha celebrato ieri la festa della Sardegna alla chiesa della Trinità - In tanti hanno partecipato alla cerimonia, il sindaco Michelini: "Un legame forte con la comunità sarda e un arricchimento per la Tuscia"

“Un’occasione per stare come in famiglia e non scordare le radici”

di Paola Pierdomenico

Viterbo - La festa della Sardegna

Viterbo – La festa della Sardegna

Viterbo - La festa della Sardegna

Viterbo – La festa della Sardegna

Viterbo - La festa della Sardegna

Viterbo – La festa della Sardegna

Viterbo - La festa della Sardegna

Viterbo – La festa della Sardegna

Viterbo - La festa della Sardegna

Viterbo – La festa della Sardegna

Viterbo - La festa della Sardegna

Viterbo – La festa della Sardegna

Viterbo - La festa della Sardegna

Viterbo – La festa della Sardegna

Viterbo - La festa della Sardegna

Viterbo – La festa della Sardegna

Viterbo – “Un’occasione per stare come in famiglia e non scordare le radici”.

Monsignor Angelo Becciu, sostituto della segreteria di stato vaticana, usa queste parole per spiegare il significato della festa della Sardegna che si è svolta ieri alla chiesa della Trinità e organizzata dall’associazione Sardegna in Tuscia.

Una terra che non è solo mare, spiagge e cibo.

Fotocronaca: La festa della Sardegnaslide

È soprattutto senso di appartenenza e orgoglio per tradizioni e valori che per il popolo sardo vanno ricordati e trasmessi. Per non dimenticare chi si è e da dove si viene. Sempre e ovunque.

“Questa giornata – ha detto Becciu riferendosi a Sa die de sa Sardigna – è per un sardo un momento per ritrovarsi, un cercarsi che è nella natura stessa dei sardi. Desiderio di incontrarsi e vivere un momento di famiglia. Gli isolani ovunque si trovino hanno questa attrattiva. A loro onore, va il tipo di organizzazione che sostengono, dando vita, con questa festa, a un’iniziativa non solo culturale, ma anche di fede, che sono valori insiti nella mentalità dei sardi e che vogliono trasmettere ai figli”.

Poi scherzando: “Mi rallegro – ha concluso Becciu – anche per il momento culinario, a base di prodotti della tradizione, in cui i sardi danno il loro meglio, rendendo anche più festosi gli animi”.

Proprio Becciu ha celebrato la messa. Una cerimonia partecipata e sentita. Alla fine della liturgia, la supplica di fronte alla Madonna Liberatrice e poi l’Ave Maria eseguita dalle “Boches asortidas”.

Sono ormai tre anni che la festa viene portata avanti anche per consolidare il legame con il territorio. La seconda per l’associazione Sardegna in Tuscia che si è costituita appunto nel 2016.

“Grazie ai padri agostiniani – ha detto il presidente Antonio Manca – abbiamo avuto la possibilità di organizzare la nostra festa in un luogo unico in Italia, carico di fede e storia. Fede e storia che si intrecciano col popolo sardo in quanto, tra gli affreschi presenti, ce n’è uno che rappresenta il viaggio delle reliquie di Sant’Agostino dal nord Africa alla Sardegna, a Cagliari.

È un giorno di fratellanza, riflessione, incontro e di buoni propositi. Piccoli gesti che portiamo avanti e che spero potranno crescere insieme alla nostra associazione per organizzare, in futuro, mostre e scambi culturali. Quest’anno siamo riusciti a dare il nostro contributo per la ricostruzione di Amatrice, donando mille euro al sindaco che abbiamo raccolto a una cena di qualche mese fa. Siamo una realtà nutrita e importante della Tuscia e siamo contenti di questo legame che continueremo a rafforzare nel tempo”.

Nel chiostro della Trinità è stato allestito un enorme tavolo lungo tutto il suo perimetro.
Già dalla mattina, fornelli accesi per cuocere pecora lessa, maialini, agnello e gnocchetti. Non solo, c’erano tante qualità di formaggi e il classico pane carasau.

Ha partecipato il sindaco Leonardo Michelini. “La comunità sarda – ha detto il primo cittadino – è una presenza importante che ha portato nel nostro territorio la propria esperienza, specie nel settore dell’allevamento, rendendo la nostra una delle prime province d’Italia e la prima del Lazio per il numero di capi ovini allevati. Un arricchimento reciproco e una bella realtà legata alle proprie origini. I sardi sono ormai diventati abitanti della Tuscia a tutti gli effetti, ma avere questi richiami sulle tradizioni e l’identità è un elemento positivo anche per noi e per il nostro territorio che dimostra, così, di essere inclusivo”.

Alla manifestazione c’erano, tra gli altri, Giuseppe Fioroni, Luisa Ciambella, il consigliere Paolo Simoni, il consigliere regionale Enrico Panunzi, il pm Massimiliano Siddi, il procuratore capo Paolo Auriemma, Salvatore Carai, Dario Bacocco, Francesco Ciarlanti, il colonnello dei carabinieri Giuseppe Palma e Umberto Fusco.

Paola Pierdomenico

18 giugno, 2017

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