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Tribunale - Per il crack della Piano Alto, la società che gestiva la discoteca Perfidia

Bancarotta, parte il processo a Chicco Moltoni

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Francesco Moltoni detto Chicco

Francesco Moltoni detto Chicco

Viterbo – Parte il processo a Chicco Moltoni.
Il consigliere comunale, rinviato a giudizio il 22 febbraio scorso, comparirà questa mattina davanti al collegio dei giudici per il crack della Piano Alto srl, società conosciuta nel mondo della movida viterbese per la gestione della discoteca Perfidia.

L’accusa è di bancarotta. “Una bancarotta da 14mila euro – sottolinea il suo difensore, l’avvocato Samuele De Santis -. 14mila euro che Moltoni non ha mai intascato”.

Le indagini partono dalla denuncia di un socio, dopo che il tribunale di Viterbo dichiarò fallito il Perfidia: era il 5 dicembre 2012.

Moltoni è stato amministratore della Piano Alto, da gennaio a maggio 2012. Prima di lui, da aprile 2009 a dicembre 2011, Alessandro Del Canuto (nato il 5 giugno 1972), che per questa vicenda ha già patteggiato davanti al gup una condanna a un anno e otto mesi. Una terza posizione, inizialmente al vaglio degli inquirenti, ha preso la via dell’archiviazione.

Per gli investigatori, Moltoni e Del Canuto avrebbero distratto e occultato gli incassi della gestione del Perfidia per tre anni: 724mila 924 euro dal 2009 al 2010; 807mila 491 euro dal 2010 al 2011; 324mila euro dal 2011 al 2012. Un milione 856mila 452 euro, più almeno altri 14mila euro dalla cassa contanti.

Una gestione contabile che, secondo le indagini, sarebbe stata tutt’altro che sibillina. Si parla di scritture contabili ambigue, al punto da rendere impossibile ogni tentativo di ricostruzione del patrimonio e degli affari societari.

Moltoni aveva tentato la via dell’abbreviato, condizionato all’esame di un consulente di parte. Ma il gup ha respinto la richiesta, rinviandolo a giudizio. L’avvocato De Santi ha comunque fatto recapitare la consulenza al pm Stefano D’Arma, titolare delle indagini.


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11 luglio, 2017

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