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Lettere - Viterbo - Scrive Barbara Ciaffi

“Centro trasfusionale, una delle poche strutture funzionanti”

Viterbo - Il corpo A3 dell'ospedale di Belcolle

Viterbo – Il corpo A3 dell’ospedale di Belcolle

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ultimamente si è sentito molto parlare del centro trasfusionale dell’ospedale Belcolle.

Anche io sono rimasta colpita da quello che è accaduto restando forse anche indignata per il fatto che, persone che hanno avuto la fortuna di un lavoro in una struttura pubblica, abbiano abusato della fiducia che è stata loro accordata.

Però, nonostante questi avvenimenti, del centro trasfusionale c’è da dire molto di più.

Forse è una delle poche strutture funzionanti, veramente efficaci e soprattutto attente alle esigenze dei pazienti di cui disponiamo.

Io l’ho frequentato tantissimo, per fortuna non per una patologia grave; l’ho frequentato anche per un periodo molto lungo, tutte le mattine per un mese intero in cicli che vanno avanti oramai da diversi anni e mai, dico mai, ho assistito ad episodi che potevano farmi pensare ad una mancata disponibilità o gentilezza; non c’è stata una volta che ho assistito a scene in cui una delle persone che lavorano li trattassero con poca professionalità un paziente, oppure che fossero colti da attacchi di maleducazione e impazienza che purtroppo spesso caratterizzano altre strutture, anzi ho assistito a scene di incredibile gentilezza e generosità da parte di tutto il personale nei confronti di persone anche molto anziane.

Gaetana, Rosaria e Annamaria ad esempio sono persone disponibilissime molto professionali e sempre attente a far sì che i pazienti siano a loro agio ed oltre loro anche tutte le persone che purtroppo non posso citare perché non conosco loro per nome,ma che circolano nel reparto abitualmente.

Voglio poi parlare della dottoressa Maria Rita Guitarrini, che oltre ad essere una donna di straordinaria eleganza e disponibilità mi ha sostenuta e non mi ha mai abbandonata nonostante la mia non fosse una grave patologia, ha sempre cercato di trovare una soluzione alle mie difficoltà e anche se oggi è coinvolta in questa brutta storia, io voglio testimoniare che ha rappresentato un grande punto di riferimento per molti pazienti.

So che si è lungamente battuta per l’introduzione di un farmaco per la cura della carenza da ferro che è veramente efficace, e che permette di avere risultati risolutivi in poche somministrazioni, battuta perche è un farmaco molto costoso e ovviamente ha trovato molti ostacoli per poterlo introdurre in ospedale e utilizzarlo in modo abituale per tutti i pazienti. Ci ha creduto tantissimo.

Mi sono sentita in dovere di scrivere queste piccole semplici righe, proprio perche non ho l’occasione di ringraziarla personalmente e spero che questo messaggio le possa arrivare e la ripaghi almeno in parte del sostegno su cui ho potuto contare.

Barbara Ciaffi

16 luglio, 2017

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