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Tribunale - Evasione fiscale sulle auto di lusso - Il dibattimento passa a un nuovo giudice, senza udienza preliminare - Per i difensori, ancora una volta, è tutto da rifare

Fratelli Marchetti, al via il processo bis col giudizio immediato

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I fratelli Elio e Catia Marchetti

I fratelli Elio e Catia Marchetti

 

Gli avvocati Roberto e Francesco Massatani

Gli avvocati Roberto e Francesco Massatani

 

L'avvocato Marco Valerio Mazzatosta

L’avvocato Marco Valerio Mazzatosta

Viterbo – (sil.co) – Evasione fiscale sulle supercar importate dall’estero, processo bis a tempi di record per i fratelli Catia e Elio Marchetti. A distanza di nemmeno tre mesi dall’azzeramento del primo processo, i due imprenditori venerdì scorso sono comparsi davanti a un nuovo giudice per il giudizio immediato bis. 

Senza la speranza di un proscioglimento in sede di udienza preliminare. Sempre con l’immediato. Sempre tra le contestazioni della difesa. Un secondo processo che, per il momento, resta appeso a un filo. Come per tre anni lo è stato il primo.

Non trova pace, alla prova del dibattimento, l’operazione Red Zoll messa a segno nel luglio 2014 dalla polizia stradale. Dopo la clamorosa decisione con cui il giudice Silvia Mattei, lo scorso 19 aprile, ha annullato il decreto di giudizio immediato (come chiesto dai difensori Marco Valerio Mazzatosta, Roberto e Francesco Massatani) le carte sono tornate al giudice per le indagini preliminari.

Il gip, in teoria, a fronte di un vizio apparentemente insanabile, avrebbe potuto decidere di restituire gli atti al pubblico ministero, che avrebbe potuto recapitare ai Marchetti gli avvisi di fine indagine, i famigerati 415 bis, che preludono alla richiesta di rinvio a giudizio. Il che avrebbe però significato passare per la strada dell’udienza preliminare, quando per gli indagati c’è ancora speranza che dl gup arrivi un non luogo a procedere che eviti loro il processo.

Invece no. Il gip ha rinnovato il decreto di giudizio immediato, fissando la prima udienza del processo bis davanti al giudice Giacomo Autizi. Ergo, i difensori sono ripartiti all’attacco con le eccezioni, mettendo di nuovo in discussione la validità del decreto di giudizio immediato. 

“Non essendo più gli indagati in custodia cautelare – spiegano i difensori, che hanno sollevato in tal senso una precisa eccezione – doveva passare dal rito normale, ovvero dall’avviso 415 bis”.  

Il giudice Autizi, che si è riservato di studiare le carte, scioglierà il nodo alla prima udienza utile dopo la pausa estiva, il prossimo 7 settembre. 


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14 luglio, 2017

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