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Viterbo - Da 1500 a 800 in meno di dieci anni - Scende il numero degli animali domestici lasciati per strada dai padroni in partenza per le vacanze

Cani abbandonati, dimezzati gli accalappiati

Giovanni Chiatti della Asl Veterinaria

Giovanni Chiatti della Asl Veterinaria

Viterbo – È una piaga dell’estate: cani abbandonati sul ciglio della strada dai loro padroni in partenza per le vacanze. Una barbarie a cui Viterbo non è estranea ma i numeri, in costante flessione, fanno ben sperare. 

“Fino a otto, nove anni fa raggiungevamo anche i 1500 accalappiamenti l’anno”, spiega Giovanni Chiatti, responsabile del servizio veterinario della asl di Viterbo. “L’anno scorso siamo scesi a 800. Quasi la metà. Dati confortanti, anche se, finché ci sarà anche un solo abbandono, il fenomeno resterà grave”.

Anche il confronto tra il trimestre estivo 2016 con quello attuale conferma una diminuzione degli abbandoni: 131 accalappiamenti l’anno scorso (di cui 39 cani di proprietà, scappati o smarriti) contro i 109 di quest’anno (21 dei quali ritrovati anche loro dopo una fuga o dopo essersi persi). “Ma c’è ancora un bel pezzo d’estate davanti ed è possibile che il numero cresca”, sottolinea Chiatti: agosto è un mese decisivo per la conta degli accalappiamenti e la successiva distribuzione dei randagi tra i canili del Viterbese. 

Più difficile quantificare i maltrattamenti: “È un dato disomogeneo. Spesso non riusciamo neppure noi a registrarne il numero preciso. Purtroppo, possiamo intervenire solo se l’animale viene maltrattato in uno spazio aperto e pubblico. Sulle violenze domestiche, che avvengono entro le mura di casa, non possiamo agire. Nella maggior parte dei casi il fenomeno è collegato a un malessere psichico del padrone dell’animale”.

Solo due giorni fa, a Terni, un cagnolino è morto di stenti sul terrazzo: la padrona di casa lo aveva lasciato senz’acqua né cibo. “Fatti eclatanti – assicura Chiatti – non ne abbiamo registrati, almeno nell’ultimo periodo”. 

Sul fronte del contrasto al randagismo, secondo il responsabile del servizio veterinario viterbese, “la sensibilità è cresciuta, anche grazie al lavoro delle associazioni. Contiamo molto sui volontari: spesso, stando sul territorio, hanno più il polso della situazione rispetto a noi”. 

Molto è stato fatto, come l’approvazione dell’emendamento alla legge regionale contro il randagismo che ha aumentato di dieci volte la multa per chi non mette il microchip a Fido, da 154 a 1540 euro. Ma molto resta da fare. “Stiamo cercando di intervenire sul controllo delle nascite con la sterilizzazione gratuita – spiega Chiatti -. Un’emergenza soprattutto nelle campagne, dove si verificano spesso situazioni di riproduzioni incontrollate, con i cani che vagano liberi la notte e i cuccioli in giro dopo pochi mesi. La sterilizzazione gratuita aiuterebbe a prevenire. Stiamo cercando di capire con la Regione se possiamo organizzarci”. 

13 agosto, 2017

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