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Sanità - Mammagialla - E' la dottoressa Loredana Pasquini, con un incarico di quattro ore settimanali presso la casa circondariale

Carcere, assunto un medico ortopedico a tempo indeterminato

Viterbo - Il carcere Mammagialla

Viterbo – Il carcere Mammagialla

 

L'ospedale di Belcolle

L’ospedale di Belcolle, dove c’è un reparto di medicina protetta

Viterbo – Assistenza sanitaria in carcere, assunto a Mammagialla un medico ortopedico a tempo indeterminato.

E’ la dottoressa Loredana Pasquini cui, alla vigilia di ferragosto, è stato conferito l’incarico a tempo indeterminato di quattro ore settimanali di ortopedia presso la casa circondariale.

La deliberazione del direttore generale Daniela Donetti è del 4 agosto. In base alle domande pervenute, la Asl ha pubblicato la graduatoria, comunicando il diritto di prelazione alla dottoressa Pasquini, che il 27 luglio ha presentato l’accettazione.

Aperto e funzionante dal 14 febbraio del 1993, il carcere sulla Teverina, diretto da Teresa Mascolo, è costituito da tre padiglioni detentivi.

La Asl di Viterbo, invece, ha preso in carico il servizio di medicina penitenziaria, transitato dal ministero della giustizia a quello della salute, soltanto a partire dall’ottobre 2008. 

Il responsabile Asl per il carcere è il dottor Giulio Starnini, responsabile anche del reparto di medicina protetta che dal 2006 si trova presso l’ospedale di Belcolle. In dieci anni di attività, tra marzo 2006 e marzo 2016, la medicina protetta di Belcolle ha effettuato 1993 ricoveri, di cui 1593 internistici (80%) e 400 chirurgici (20%). 

Sul fronte dell’assistenza sanitaria, invece, secondo una relazione del Simpse onlus (Società italiana di medicina e sanità penitenziaria), risalente al 2008, all’interno dell’istituto l’ottimale sarebbero almeno un infermiere per ognuno dei tre padiglioni (che contano ciascuno da un minimo di 60 ad un massimo di 300 detenuti) e due medici, nella fascia oraria dalle ore 7 alle 24, oltre a un medico e un infermiere nella fascia oraria dalle 24 alle 7. 

In base a dati risalenti ormai a quasi un decennio fa, il medico e l’infermiere penitenziario durante la giornata tipo devono fare fronte, a Mammagialla, ad almeno 50 interventi e distribuire almeno 600 terapie frazionate nell’arco delle 24 ore.

Del personale alle dirette dipendenze dell’amministrazione penitenziaria fanno parte 327 agenti penitenziari, un numero comunque inferiore, secondo gli ultimi dati dell’amministrazione centrale penitenziaria, inferiore alle 405 unità previste. 

Il carcere, omologato per 432 detenuti, tanti quanto il numero delle stanze, dispone ovviamente di un’infermeria. Dispone, inoltre, per le attività e la socializzazione di una ludoteca, due campi sportivi, sei palestre, sei aule, un teatro, due biblioteche, due locali di culto, un laboratorio, tre officine. 

Attualmente, 31 detenuti sono iscritti al cosiddetto corso di alfabetizzazione, 35reclusi frequentano le superiori, 10 sono iscritti all’università. Sono 72 i detenuti impiegati nei servizi domestici, con turnazioni mensili. Sette invece sono impiegati in attività di sartoria e altri sette di falegnameria gestite da terzi. 

13 agosto, 2017

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