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Omicidio - I risultati dell'autopsia sul corpo della viterbese trovata morta in un burrone a Limone Piemonte

“Casasole uccisa con un violento colpo alla testa”

Samuele Viale

Samuele Viale

Viterbo – “Un colpo violento, mortale, sferrato alla parte posteriore della testa, sopra la nuca. Non riconducibile a una caduta in quella scarpata, ma causato da un oggetto contundente. Una mazza, un bastone, o una grossa pietra. Le altre ferite ‘da precipitazione’ lungo il dirupo, non sono mortali”. Sarebbero questi, secondo La Stampa, i risultati dell’autopsia sul corpo di Giuseppina Casasole, la viterbese trovata morta la sera del 30 maggio in un burrone del vallone San Giovanni, sopra Limone Piemonte.

Una settimana dopo il ritrovamento del corpo si sarebbe auto accusato del delitto Samuele Viale, 19 anni, dal 7 luglio rinchiuso nel carcere Le Vallette di Torino. E’ l’unico indagato per omicidio volontario. Il giovane avrebbe confessato ai carabinieri di aver ucciso Casasole, raccontando di aver agito in preda alle allucinazioni da lsd: “L’ho uccisa io, non so perché. Avevo preso lsd, sentivo voci. Una musica diceva di farlo, avevo allucinazioni. L’ho spinta e fatta cadere sotto”.

Stando alla ricostruzione del 19enne, avrebbe sferrato alla vittima un violento calcio alla schiena, mentre questa, uscita nel primo pomeriggio per una passeggiata col cane, stava raccogliendo dei fiori. Ma, scrive sempre La Stampa, “l’autopsia eseguita dal medico legale Mario Abrate avrebbe fatto luce su una lunga serie di dubbi e incongruenze. E chiarito la realtà dei fatti, dalla ferita mortale alla dinamica. La caduta sarebbe avvenuta lungo una discesa di 40 metri che è sì ripida, ma alberi e piante avrebbero dovuto fermare, o almeno rallentare il corpo.

La posizione ‘innaturale’ della salma, al ritrovamento, e le poche tracce di sangue, lasciano ipotizzare che sia stata trascinata fin lì per i piedi, forse già morta – prosegue La Stampa -. Oppure che Giuseppina sia stata prima spinta, fatta ruzzolare in fondo e infine uccisa con un colpo alla nuca. Di certo, la frattura alla testa non è dipesa da ‘un calcio alla schiena’, né dalle condizioni del terreno”.

12 agosto, 2017

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