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Viterbo - Questa mattina la celebrazione in onore dei due carabinieri uccisi dai terroristi di Prima linea e del maresciallo Antonino Rubuano

Eccidio Ponte di Cetti, una corona d’alloro per Cuzzoli e Cortellessa

Viterbo - Eccidio Ponte di Cetti - La commemorazione dei carabinieri

Viterbo – Eccidio Ponte di Cetti – La commemorazione dei carabinieri

Viterbo - Eccidio Ponte di Cetti - La commemorazione dei carabinieri

Viterbo – Eccidio Ponte di Cetti – La commemorazione dei carabinieri

Viterbo – I carabinieri ricordano l’eccidio di Ponte di Cetti.

Questa mattina, nella piccola frazione di Ponte di Cetti, i carabinieri del comando provinciale di Viterbo, alla presenza delle autorità civili, militari e religione, hanno commemorato la barbara uccisione di due eroi dell’arma: il maresciallo Pietro Cuzzoli e l’appuntato Ippolito Cortellessa, avvenuta 37 anni fa per mano di terroristi.

Sono le 12 dell’11 agosto 1980. Tre giovani a viso coperto rapinano una banca, asportando un cospicuo bottino. L’equipaggio dell’aliquota radiomobile di Viterbo, composto dal maresciallo Pietro Cuzzoli e dall’appuntato Ippolito Cortellessa, ha intercettato tre giovani sospetti in località Ponte di Cetti, intenti a salire su un autobus di linea. Durante i controlli, è nata una colluttazione. E i due militari sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco dai malviventi, poi scoperti essere tre appartenenti al gruppo terroristico Prima linea.

Nella stessa giornata, a Montefiascone, il comandante della stazione, maresciallo maggiore Antonino Rubuano, impegnato nelle incessanti ricerche dei terroristi, è stato vittima di un grave incidente, nel quale ha perso la vita. 

Nel 1982 è stata concessa al maresciallo Pietro Cuzzoli e all’appuntato Ippolito Cortellessa la medaglia d’oro al valor militare con le seguenti, rispettive, motivazioni: “Capo equipaggio di autoradio, impegnato con militare dipendente nella ricerca degli autori di audace rapina ad istituto di credito, poi risultati appartenenti a pericolosa formazione eversiva, nel corso di operazione di controllo di elementi sospetti, veniva proditoriamente aggredito e ferito con un colpo di pistola da uno dei banditi che si era mimetizzato con i complici tra un gruppo di persone in attesa di trasporto urbano. Benché menomato dalle lesioni riportate, ingaggiava violenta colluttazione con l’aggressore, riuscendo a ferirlo con la sua stessa arma e cessando di lottare solo quando veniva raggiunto mortalmente da altri quattro colpi. Mirabile esempio di eccelse virtù militari, fulgido ardimento ed assoluta dedizione al dovere, spinti con serena consapevolezza fino all’estremo sacrificio. Viterbo, 11 agosto 1980”;

“Conduttore di autoradio, impegnato con sottufficiale capo equipaggio nella ricerca degli autori di audace rapina ad Istituto di Credito, poi risultati appartenenti a pericolosa formazione eversiva, nel corso di operazione di controllo di elementi sospetti, accorreva in difesa del superiore proditoriamente aggredito e ferito da colpo d’ arma da fuoco esploso da un malvivente. Assalito a sua volta da altro bandito, ingaggiava violenta colluttazione nel corso della quale veniva ferito mortalmente da un terzo criminale, nel frattempo sopraggiunto. Mirabile esempio di generosità, eccelse virtù militari, fulgido ardimento ed assoluta dedizione al dovere, spinte con serena consapevolezza fino all’ estremo sacrificio. Viterbo, 11 agosto 1980”.

Ai due militari è stata concessa anche la medaglia d’oro di vittime del terrorismo. Nel 2011 il presidente della repubblica ha concesso anche al maresciallo Antonino Rubuano la medaglia d’oro di vittima del terrorismo.

Questa mattina, dopo una messa commemorativa, il comandante provinciale, colonnello Giuseppe Palma, accompagnato dai familiari dei caduti, ha deposto una corona d’alloro alla lapide commemorativa.

11 agosto, 2017

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