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Bolsena - Andrea Di Sorte risponde alla minoranza in merito alle sue esternazioni su Facebook

“Legambiente, accuse gravi nel mezzo della stagione turistica”

Andrea Di Sorte

Andrea Di Sorte

Bolsena – Riceviamo e pubblichiamo – La minoranza di Bolsena insiste sullo scrivere accuse poco sensate, e contraddizioni esplicite. Come quest’ultima sceneggiata figlia probabilmente del caldo africano.

Premesso che sulla mia pagina facebook posso parlare come voglio, questa accusa mette ancora una volta a nudo il loro solito modo di comportamento: da un lato predicano bene, dall’altro razzolano male.

Da un lato si ergono a detentori della verità, dall’altro giustificano a loro piacimento comportamenti o atti contrari ai propri ideali.

Come adesso con me: per anni hanno sostenuto campagne antibavaglio, ed ora mi invitano a tacere sulla mia personalissima pagina facebook. Peraltro per una pernacchia simbolica e goliardica. Evidentemente la voglia di visibilità è tanta.

Questo doppiogiochismo però li perseguita, ed il richiamo alle istituzioni è altalenante. Nella stessa accusa chiedono un confronto nelle sedi opportune, ma ogni volta che si riunisce il consiglio comunale non fanno mai menzione alle loro costanti accuse giornalistiche, evidentemente per paura di una risposta che possa fargli fare brutte figure.

Pensano sempre di fare i professori con gli altri e menzionano me di fare la gara di like su internet. Senza ricordare che dieci giorni fa hanno inoltrato ai giornali una foto falsa delle scenografie di Santa Cristina che li ha resi protagonisti in negativo tra la gente ed il comitato organizzatore, solo per farsi leggere sui motori di ricerca.

In merito alla polemica con Legambiente, la mia posizione è nota: ho grande rispetto per tutti coloro che spendono parte della loro vita per la salvaguardia ambientale, ma ci sono le autorità preposte per il controllo della qualità delle acque, ed uscire con accuse gravi ed in perfetta antitesi ad esse, nel bel mezzo della stagione turistica, è considerato da me un vero atto terroristico.

Ancor più perché, una volta sputtanato il nome del lago, questi soggetti spariscono per 364 giorni, aspettando di nuovo l’estate per fare una gita sul lago e mettere i panni dei paladini della natura.

Andrea Di Sorte

8 agosto, 2017

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