Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Strage di Barcellona - Uno dei fermati nel Viterbese nel 2014 - Secondo la donna che lo ospitò interrogata l'altra notte dalla polizia - Il capo della Digos Monia Morelli: "L'allerta terrorismo a livello internazionale ha aumentato i nostri standard di attenzione e di operatività"

“Non sembrava un integralista…”

Condividi la notizia:

Il capo della Digos di Viterbo Monia Morelli

Il capo della Digos di Viterbo Monia Morelli

Attentato di Barcellona - Driss Oukabir

Attentato di Barcellona – Driss Oukabir

Barcellona - Furgone contro la folla

Barcellona – Furgone contro la folla

Viterbo – Un volo Ryanair Barcellona – Roma Fiumicino. Biglietto spesato da una quarantenne viterbese. Due settimane nella Tuscia, a casa di lei, e poi più nulla. Ma niente è lasciato al caso. E la parentesi viterbese di Driss Oukabir non poteva non finire sotto la lente degli investigatori.

Il 28enne marocchino fermato per la strage di Barcellona è passato da qui, tre anni fa. Ha soggiornato in provincia di Viterbo nell’agosto 2014. 

La notizia è arrivata alla questura di viale Romiti dall’antiterrorismo allo scoccare della mezzanotte tra giovedì, giorno del massacro sulla Rambla, e venerdì. Le autorità spagnole avevano già ricostruito gli ultimi spostamenti di Driss. La Digos di Viterbo, guidata da Monia Morelli, ha fatto il resto, attivandosi subito e rintracciando in poco tempo la quarantenne che ospitò il giovane a casa sua.

L’hanno portata in questura per ascoltarla come persona informata sui fatti. Le hanno mostrato la foto di Driss. “Lo conosco”, avrebbe confermato lei.

Si erano incontrati a Barcellona durante una vacanza di lei, nell’agosto 2014. La donna lo ha conosciuto appena arrivata nella città catalana. Si sono frequentati assiduamente per tutta la durata del suo soggiorno. Poi lei è tornata in Italia, ma i contatti con Driss non si sono interrotti: lui ha insistito per raggiungerla e lei ha accettato perfino di pagargli il biglietto aereo e di ospitarlo a casa. 

“Era chiaro che lui fosse musulmano praticante – avrebbe risposto la donna alle domande dei poliziotti – ma non sembrava un integralista”. Mai una parola di troppo sul suo credo religioso. Mai un’esternazione che potesse richiamare all’estremismo religioso. 

Quell’intensa amicizia si esaurisce nell’arco di un mese. Dopo il ritorno di Driss in Spagna, la donna non ha più notizie di lui. Fino all’arresto di ieri, dopo la strage. Lui si dice innocente. E, in effetti, gli inquirenti vedono più nel fratello Moussa il regista dell’attentato: appena diciassettenne, avrebbe rubato i documenti di identità di Driss per noleggiare il furgone utilizzato sulla Rambla come macchina della morte. 

Dopo la telefonata in notturna dall’antiterrorismo, la risposta degli agenti viterbesi è stata immediata. “Non poteva essere altrimenti – dichiara il capo della Digos Monia Morelli – l’allerta terrorismo a livello internazionale ha aumentato i nostri standard di attenzione e di operatività. Da parte nostra e di tutte le altre forze di polizia, coordinate dal prefetto. Il monitoraggio è costante”. 


Condividi la notizia:
19 agosto, 2017

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR