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Viterbo - Elezioni provinciali - Il segretario Egidi sul candidato alla presidenza e sui prossimi impegni - Rinnovo della segreteria: "Penso di ricandidarmi"

“Su Pietro Nocchi tutto il Pd ha fatto quadrato”

di Giuseppe Ferlicca
Andrea Egidi

Andrea Egidi

Andrea Egidi

Andrea Egidi

Andrea Egidi

Andrea Egidi

Pietro Nocchi

Pietro Nocchi

Viterbo – Su Pietro Nocchi tutto il Pd fa quadrato. Il segretario Andrea Egidi è soddisfatto. L’onere della proposta per il candidato presidente provinciale è stata la sua. È certo che aggregherà anche Mo.Ri. Una svolta per il partito, chiamato ad altri appuntamenti elettorali. Mentre per la segreteria, presto al rinnovo, pensa di ricandidarsi. Per completare il lavoro iniziato.

Tra i due contendenti Angelelli e Stelliferi, il terzo si candida. Come si è arrivati alla scelta di Pietro Nocchi?
“A fine luglio ho visto lo spettro di una divisione che rischiava d’essere irreversibile per il Pd. In quelle ore ho deciso che serviva sbloccare quella situazione. Le dico la verità, dopo dieci anni di direzione politica ho avuto realmente paura. Serviva promuovere una proposta in grado di rompere uno schema, di rottura. Ho fatto una valutazione tenendo conto anche delle indicazioni che venivano dalle nostre discussioni. Cioè, un sindaco di un comune impegnato da subito in Talete, per noi punto irrinunciabile e che avesse un mandato lungo di fronte a se. Così ho chiesto a Pietro la disponibilità”.

Sul neo sindaco di Capranica tutto il Pd fa quadrato?
“Sì. È stata una proposta che ha trovato da un lato la disponibilità di Angelelli e Stelliferi, che ringrazio per l’atteggiamento unitario e del gruppo dirigente provinciale tutto. Nocchi parla all’esterno e risponde a un fortissimo criterio d’innovazione politica. È una nuova generazione che si misura con il governo, ha una cultura politica profondamente ancorata nei valori della sinistra riformista ed è un uomo che ha dedicato la sua vita agli ultimi, a quelli che sono considerati, talvolta sbagliando, i più deboli. In un turno d’elezioni dove votano solo gli amministratori abbiamo dato un segnale alla società. Il suo impegno nel volontariato di matrice cattolica risponde a questo, lui ha fatto sì che quegli ultimi diventassero i primi durante la sua esperienza di vita. Questo tratto del profilo di Pietro lo considero come straordinario”.

Una netta inversione di tendenza. Da un uomo d’esperienza come Mazzola a un “volto nuovo” come Nocchi. È stato semplice raggiungere l’intesa?
“Sì, per alcune ragioni. La prima fa riferimento alla storia di Pietro, che seppur neo sindaco non è un’invenzione, visto che da quindici anni governa a Capranica. La seconda, perché lui è oggettivamente fuori dai nostri schemi classici e sono certo che lo dimostrerà. Infine, perché noi siamo un partito serio che è consapevole dei momenti in cui serve fare tutti un passo in avanti. In molti, fuori da noi, si aspettavano un Pd diviso e lacerato, dovranno accontentarsi di un Pd unito e determinato, mi spiace per loro. Una parola su Mazzola, che ringrazio per questi anni, mi ha detto che è una bella proposta, perché realmente nuova”.

Quanto ha inciso l’esito delle ultime elezioni comunali nella Tuscia?
“Per me molto, se questo significa fare i conti con l’urgenza di una proposta innovativa dal punto di vista culturale, politico e dell’esperienza personale. Non è un caso che Nocchi è stato, anche grazie alla lungimiranza di chi come Cappelli ha governato Capranica dal 1997, il volto del Pd che vince alle scorse elezioni amministrative”.

Moderati e Riformisti presenteranno una lista propria. Come sono i rapporti tra voi?
“Sono persuaso dall’idea che Nocchi riuscirà ad avere un sostengo largo, anche dei Mo.Ri. A noi spetta il compito di metterlo nelle condizioni di favorire accordi istituzionali convincenti, sono sicuro che sarà in grado di riuscirci”.

Il centrodestra punta sul navigato Paolo Equitani. Come valuta la scelta?
“Un amministratore di tutto rispetto”.

Le provinciali sono elezioni di secondo livello. La partita vera si giocherà nei prossimi mesi. La manifestazione di Tarquinia di Left Wing a metà settembre segnerà una sorta di fischio d’inizio?
“Se è per questo, dal mio punto di vista il fischio di inizio c’è stato già da un po’, visto che non si smette mai di correre. Left Wwing è una rivista di attualità e cultura politica, alla quale sono legato da sempre. È per me un onore ospitare un appuntamento nazionale che ha il compito d’interloquire con una parte della società che è fuori dal Pd. È anche la conferma che un’area del Pd, quella legata al presidente Orfini, fa una valutazione positiva del lavoro fatto a Viterbo e su questo decide d’investire politicamente. Di questo non posso che essere soddisfatto”.

Regionali, Politiche, amministrative, a partire dal rinnovo al comune capoluogo. La partita per il Pd si annuncia complessa e il centrodestra è dato in rimonta. Crede che il suo partito riuscirà a fare quadrato su nomi e programmi o immancabilmente si assisterà alle classiche divisioni in correnti?
“La vicenda provincia per me è uno spartiacque. Il criterio da seguire è quello. Radicamento territoriale, unità ed innovazione politica, Questo è il Pd, non altro e su questo siamo chiamati ad un lavoro unitario.

La segreteria provinciale va al rinnovo. Pensa di ricandidarsi?
“Certo che sì. Principalmente per le ragioni cui facevo riferimento poco prima. Il 2018 sarà un anno fondamentale per il futuro di queste terre e del Pd ed è giusto finire un lavoro che insieme a tanti altri ho cominciato tempo fa”.

Giuseppe Ferlicca

21 agosto, 2017

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