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Viterbo - Santa Rosa - Vincenzo Fiorillo si prepara al trasporto di Gloria - Non ci saranno grosse modifiche, ma aumenteranno le telecamere - La macchina resta sul sagrato fino al 13 settembre e verranno riproposte le penne - Domani, lunedì, il montaggio a san Sisto

“Per noi, un onore portare in trionfo la santa”

di Paola Pierdomenico
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Vincenzo Fiorillo alla Edilnolo coordina le operazioni

Vincenzo Fiorillo alla Edilnolo coordina le operazioni

Vincenzo Fiorillo alla Edilnolo coordina le operazioni

Vincenzo Fiorillo alla Edilnolo coordina le operazioni

Vincenzo Fiorillo alla Edilnolo coordina le operazioni

Vincenzo Fiorillo alla Edilnolo coordina le operazioni

Vincenzo Fiorillo alla Edilnolo coordina le operazioni

Vincenzo Fiorillo alla Edilnolo coordina le operazioni

Viterbo – “Per noi, un onore portare in trionfo la santa”. Vincenzo Fiorillo si emoziona nel vedere Gloria uscire dal capannone della Edilnolo in cui era custodita dal precedente trasporto. Sul suo volto e nel suo cuore un mix di emozioni. Gioia, ma anche apprensione. Gli occhi stanchi di chi, come lui stesso ammette, inizia a trascorrere notti insonni col pensiero al tre settembre, al ‘Sollevate e fermi’ e al momento in cui la macchina si scopre e che è quello che più gli fa venire i brividi.

Mette in campo la sua esperienza perché tutto fili liscio e si affida a quella che definisce “una squadra ormai collaudata”.

Dice che la macchina di santa Rosa è dei viterbesi e, per questo, in ogni iniziativa, prova a coinvolgerli come se fossero parte della sua famiglia. Annuncia che la macchina resterà sul sagrato fino al 13 settembre. Ma questa è un’altra storia. Ora c’è da scrivere il meraviglioso capitolo del trasporto.

“È il terzo anno – dice Fiorillo -, ma, ogni volta, si arriva a questa giornata di preparazione con Gloria che viene tirata fuori dal capannone e già la notte non si dorme.

L’emozione cresce, così come aumentano l’impegno e le responsabilità. Ringrazio i miei collaboratori, siamo una squadra collaudata e questo ci dà tanta tranquillità nel nostro lavoro”.

Venerdì, all’alba, Gloria è stata posizionata sui camion (fotocronaca). Sul piazzale della Edilnolo verranno fatti gli accorgimenti più importanti, quelli che non si possono fare a san Sisto.

Sveglia presto anche lunedì. “Alle 8 parte la carovana – continua Fiorillo -. Faremo tappa a piazza del Comune, dove ci attende il sindaco, e poi da lì tireremo dritto fino a porta Romana per procedere con il montaggio. La statua di santa Rosa, invece, sarà portata dal monastero a san Sisto e la sera la posizioneremo in cima con la cerimonia in notturna”.

Non ci sarà da fare grosse modifiche. Ma c’è una novità. “Aumenteremo le telecamere per una maggiore visibilità, visto che la sicurezza non è mai troppa. Per il resto, non ci sarà da fare molto, se non qualche ritocco alla verniciatura, all’impiantistica e all’illuminazione a fiamma viva. Poi qualche piccola miglioria a san Sisto. Gli imprevisti e gli intoppi non mancano mai, ma l’esperienza non ci manca e riusciremo a risolvere tutto.

Ogni giorno aumenta la tensione per quello che è stato fatto e quello che c’è da fare. Finché la macchina non è al santuario, infatti, siamo tutti in apprensione, anche se poi la situazione è sotto controllo e ogni dettaglio non viene mai lasciato al caso”.

La macchina passerà da via Marconi. Come lo scorso anno. “Mi sono sentito coi facchini e sono orgogliosi di poter dare a molti la possibilità di assistere al trasporto. Il percorso tradizionale è senz’altro bellissimo, ma in questo modo, c’è una visibilità maggiore. La macchina farà figura agli occhi di tanti, anche perché il 3 settembre cade di domenica e si prevede un grande afflusso di turisti”.

In cantiere c’è altro: “Tempi tecnici permettendo, vorremo riproporre le penne sotto la macchina, che lo scorso anno sono saltate. Saremo ben contenti di farle per avere vicina la popolazione. Stiamo anche programmando con i facchini e le suore del monastero gli incontri sotto la macchina che quest’anno resterà sul sagrato fino al 13 settembre. Dieci giorni perché più gente viene a visitarla, più siamo contenti.

E’ vero, stando lì, potrebbe essere esposta a qualche rischio, ma ci attrezzeremo perché nulla accada. Strutturalmente la macchina sta bene e anche la parte allegorica, con la vernice che usiamo, è protetta dalla pioggia. Le nuove tecnologie ci hanno permesso di crescere, anche da questo punto di vista”.

In questa escalation di emozioni, Fiorillo attende, in particolare, due momenti. “Il ‘Sollevate e fermi’ ch ti leva il fiato e quando scopriamo la macchina con la musica di “Gloria In Excelsis Deo”. Un momento che mi dà i brividi”. 

I Fiorillo hanno dato una chiara impronta al loro ruolo di costruttori. “Crediamo nella viterbesità – dice Fiorillo – e, da subito, abbiamo voluto coinvolgere i viterbesi. Lo abbiamo dimostrato, per esempio, lasciando il cantiere aperto già nelle fasi di realizzazione della macchina. Siamo una famiglia normale con una grande passione per questa festa, che è unica al mondo, e altrettanta devozione per la santa. Vorremmo trasmetterlo.

Gloria poi richiama molto alla religiosità, che in questi momento ci serve, ed è riuscita a risvegliare in molti certi sentimenti. Santa Rosa è la festa della città e nessuno deve sentirsi proprietario della macchina che è dei viterbesi. Speriamo di dare anche quest’anno qualcosa in più. Per noi – conclude Fiorillo – è un onore portare in trionfo la santa”.

Paola Pierdomenico


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20 agosto, 2017

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