--

--

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Spettacolo - In occasione dei festeggiamenti dell'estate 2017

A Valentano va in scena “Mi chiamo Sad”

Valentano

Valentano

Valentano – In occasione dei festeggiamenti “Valentano estate 2017”, con la collaborazione della pro loco di Valentano, la casa editrice presenta “Mi chiamo Sad” un lavoro teatrale di Giuseppe Emiliani, regista vetrallese che opera a Venezia.

La performance sarà condotta dell’attore e regista Pietro Benedetti, che interpreterà il monologo della pièce teatrale.

A fine performance ci sarà un breve dibattito con il regista Giuseppe Emiliani coordinato da Diana Ghaleb La partecipazione sarà gratuita a libera sottoscrizione tramite l’acquisto del libro.

Sad, il protagonista di questo testo, è un abitante del teatro, è sin dalla prima frase un personaggio, che parla a noi, si rivela a noi, ma non è nel nostro spazio, perché sente sotto i suoi piedi le tavole del palcoscenico, non conosce la luce del sole, ma solo quella dei fari, che lo illuminano, ma poi diventano nero. Ed i gesti, li avverti nelle parole, non sono propriamente i nostri gesti, sono carichi di qualcosa di più grande, di più forte, di quel troppo che è il teatro.

Eppure Sad lo conosciamo anche nella vita di tutti i giorni, noi come Giuseppe Emiliani. E’ l’uomo nero che sta davanti al supermercato, è il venditore di calzini e fazzoletti di carta, è il venditore che ti disturba al ristorante. Anche loro hanno storie da raccontare; e qualche volta viene da pensare che bisognerebbe ascoltarle nude e crude, quelle storie, che il realismo estremo sarebbe eticamente la scelta più autentica.

Giuseppe Emiliani invece ne fa teatro, rende Sad un personaggio, gli regala una dimensione diversa, perché non si accontenta di raccontare una storia, per quanto esemplare e drammatica. Prova a raccontare, invece, una vita in meno di un’ora. E per questo ha bisogno del teatro. Ma prova a raccontare, anche, la nostra vita, la nostra vita accanto a Sad, accanto a chi non vogliamo, a chi guardiamo con diffidenza, se non con paura.

8 agosto, 2017

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564