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Viterbo - Università - Fioroni (Pd) dopo la visita della ministra Fedeli anticipa un accordo con il Miur

Beni culturali, si apre uno spiraglio per i laureati

Valeria Fedeli e Giuseppe Fioroni

Valeria Fedeli e Giuseppe Fioroni

Valeria Fedeli

Valeria Fedeli

Viterbo - Giuseppe Fioroni

Viterbo – Giuseppe Fioroni

Viterbo – Beni culturali, per i laureati si apre qualche spiraglio. Dall’incontro di sabato con il ministro Valeria Fedeli, qualche buona notizia per un corso che è stato il primo attivato in Italia ma che all’atto pratico ha mostrato i suoi limiti.

“È stato sottoscritto un accordo fra Miur e Beni culturali – spiega Giuseppe Fioroni (Pd) – per un mansionario che specifica qualifiche, fabbisogno, posti, con tanto di contenuti che devono avere quelli che intendono lavorare nel settore”.

Un primo passo. “Che una volta compiuto – continua Fioroni – mette nelle condizioni la facoltà di vedere se il corso proposto ha un riscontro, o se al contrario manchi qualcosa. Individuando in tal caso, master o percorsi professionalizzanti rapidi”. Il ministero non aveva mai scritto quale fosse il fabbisogno.

“Invece da oggi avverrà, un po’ come già accade per la Sanità, quando si mette in evidenza quali medici e specialità occorrono. Entro dicembre sarà predisposto, consentendo ai corsi d’uniformarsi e garantire un futuro. È la prima volta che si stipula un simile protocollo”.

Ma la ministra non è venuta ospite di Fioroni e della Festa democratica soltanto per una, seppur lieta, novella.

“È stato finanziato il Pronat – continua Fioroni – il Cipe lo scorso 7 agosto ha stanziato quattro milioni e 700mila euro per un progetto che vede l’Università della Tuscia fra i partner. Adesso è arrivata la seconda parte dei fonti, altri sei milioni”.

Il progetto di ricerca è ambizioso. Individuare molecole naturali che possano avere applicazioni curative. Dando vita in questo modo a una banca dati di tante molecole, quante sono le rispettive applicazioni.

“Un qualcosa che interessa molto da vicino anche le realtà produttive agricole – continua Fioroni – le associazioni di categoria che su questo campo possono impegnarsi”.

Perché se, ad esempio, dal bergamotto si possono estrarre cinque molecole, ci si può attivare per produrlo. Ma è solo il primo passo. Il successivo è coinvolgere aziende specializzate in prodotti naturali, affinché la lavorazione avvenga in loco.

“Investire per un insediamento sul nostro territorio e favorire l’occupazione. Gia le prime duecento molecole sono state individuate. È un qualcosa di significativo”.

Un altro progetto riguarda le pari opportunità, realizzato attraverso una rete di scuole con il Miur. Per l’educazione e la formazione al rispetto della donna, le diversità di genere e l’immigrazione.

Iniziativa che occuperà per un mese la pensilina in piazza Martiri d’Ungheria.

“Un altro, invece, riguarda il Distretto dell’Etruria Meridionale – dice ancora Fioroni – come avevamo già annunciato, per favorire la conoscenza della storia degli Etruschi, era stato ideato un fumetto, con protagonista la principessa Ati.

Adesso lo realizziamo e sarà distribuito in tutte le scuole del Lazio”.

13 settembre, 2017

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