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Tribunale - Operazione Anubi - Udienza preliminare a ottobre anche per dipendenti e titolari di agenzie di pompe funebri

Business dei funerali, dal gup 18 indagati tra cui tre necrofori di Belcolle

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Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Il passaggio di denaro

Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Il passaggio di denaro

Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi –  Il passaggio di denaro

Viterbo – Business del caro estinto, udienza preliminare a ottobre. A distanza di oltre tre anni dal clamoroso arresto per corruzione di tre necrofori di Belcolle, è stata finalmente fissata l’udienza preliminare davanti al gup per i diciotto indagati dell’inchiesta della pm Paola Conti tuttora in attesa di sapere se dovranno essere o meno processati. 

La maxinchiesta ha portato alla luce un presunto giro di “funerali facili” per le imprese funebri disposte ad allungare 50 euro a salma ai necrofori della morgue dell’ospedale.

E’ l’operazione Anubi, scattata all’alba del 9 maggio 2014. L’avviso di conclusioni indagini per i 18 indagati della presunta “tangentopoli mortuaria” risale al 26 ottobre 2015. Il gup potrebbe ancora decidere per loro il non luogo a procedere. 

Inizialmente gli inquisiti erano un numero ben più imponente, 37, quasi tutti impresari del settore pompe funebri, tra Viterbo, Roma e Civitavecchia. Poi, strada facendo, le indagini hanno portato a escludere responsabilità da parte del grosso della schiera. 

Nel frattempo per diciotto persone – che potrebbero essere colpevoli, ma anche innocenti – dall’invio del 415 bis all’udienza di ottobre saranno trascorsi altri due anni. 

A far scattare l’allarme, nel settembre 2013, fu un esposto del direttore sanitario della Asl di Viterbo, Giuseppe Cimarello, sollecitato dalle ditte escluse a denunciare il sistema che avrebbe permesso ai necrofori di intascare in media l’equivalente di uno stipendio in più al mese.

Le ditte più “inserite” avrebbero perfino avuto a disposizione degli armadietti in ospedale, dove tenere, pronti all’occorrenza, drappi, paraventi, crocifissi, candelabri e tutti gli accessori per l’allestimento di una veloce camera mortuaria.

Ai domiciliari con l’accusa di corruzione in concorso finì il 66enne Floriano Franklin Canela, il maestro di Capoeira originario di Rio de Janeiro che ha importato e diffuso la famosa arte marziale brasiliana nel capoluogo, dove è giunto tanti anni fa per il gemellaggio con la città paulista Santa Rosa da Viterbo. E con lui Carlo Eleuteri e Fabrizio Valeriani.

Secondo il pm Paola Conti, il terzetto avrebbe messo a punto un collaudato modus operandi con almeno una decina di agenzie funebri compiacenti. I necrofori, nelle loro vesti di “incaricati di pubblico servizio”, avrebbero intascato mazzette pari a 50 euro a salma per segnalare in tempo reale i decessi avvenuti in ospedale, tre al giorno di media, garantendo ai complici una sorta di monopolio delle esequie.

Silvana Cortignani


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24 settembre, 2017

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