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Tribunale - Fabrica di Roma - Parti civili il proprietario dell'animale, l'Enpa e l'associazione animalista Incrociamo le zampe

Cane ucciso con la balestra, militare alla sbarra

di Silvana Cortignani
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Nuvola cucciolo, nella foto inviata dall'associazione

Nuvola cucciola, nella foto inviata dall’associazione Incrociamo le zampe onlus

Nuvola

Nuvola poco prima di venire barbaramente assassinata nella sua cuccia

Nuvola, le foto scattate subito dopo l'uccisione e finite nel fascicolo della procura

Nuvola, una delle foto scattate subito dopo l’uccisione e finite nel fascicolo della procura

Fabrica di Roma – Al via il processo per l’uccisione di Nuvola. Alla sbarra l’uomo che il 26 maggio 2013 avrebbe ammazzato con la balestra il cane dei vicini e poi se ne sarebbe vantato su Facebook, minacciando di uccidere altri animali. 

Per questo un militare dell’esercito, un paracadutista 45enne originario di Roma, ma residente a Fabrica di Roma, è finito sotto processo davanti al giudice Giacomo Autizi. Sia per la barbara uccisione della bestiola che per violazione di domicilio e stalking.

Vittima del 45enne una cucciola di maremmano di nome Nuvola, salvata un anno prima dalle grinfie di un pastore senza cuore che siccome era nata malata l’avrebbe soppressa e adottata dai due vicini di casa dell’assassino.

Orfani del loro cucciolo più amato una nota coppia di animalisti, Franco Crestoni e Tatiana Riabova, scomparsa di recente, che nel corso degli anni hanno salvato decine di cani e gatti ospitandoli a casa loro. Talmente appassionati e attivi da essere premiati in televisione da Licia Colò per un originale progetto, “Fuori dalla gabbia”, che, in collaborazione con le associazioni “Argilla” e “Incrociamo le zampe” dava la possibilità agli amanti degli animali di passeggiare nei siti archeologici con i randagi del rifugio.

Era domenica quando il militare, entrando nel giardino dei vicini, deteriorando la rete di recinzione del giardino per scavalcarla, mentre erano fuori, avrebbe colpito Nuvola con una sequela di dardi da caccia sparati da un fucile balestra Royal, che ha perforato l’addome di Nuvola facendo fuoriuscire le viscere e provocandone una morte atroce. Dopo un’ora d’agonia.

Uno dei dardi ha perforato la cuccia dove presumibilmente stava dormendo in quel momento Nuvola, trovata priva di vita a terra in una pozza di sangue, vicino al suo cuscino. 

Non contento, il militare si sarebbe poi iscritto al gruppo Facebook di un’associazione animalista, pubblicando post del tipo “sono un militare addestrato a uccidere” e minacciando la padrona di Nuvola di ulteriori ritorsioni.

Ieri la prima udienza, mentre il processo entrerà nel vivo, con l’ascolto dei primi quattro testimoni dell’accusa, il 23 aprile. L’imputato è difeso dall’avvocato Giovanni Tripodi del foro di Roma. Assistiti dagli avvocati Giacomo Barelli e Anna Paradiso, si erano già costituiti parte civile davanti al gup il proprietario della bestiola, Franco Crestoni,di 72 anni, anche in nome della moglie nel frattempo deceduta e l’Enpa, nella persona della legale rappresentante Carla Rocchi.

Da ieri, inoltre, è parte civile anche un’altra associazione animalista, Incrociamo le zampe onlus, con la presidente Rita Storri, assistita dall’avvocata Dominga Martines. “Si è trattato di un delitto cruento e crudele – sottolinea la legale – ha colpito Nuvola coi dardi della balestra a distanza ravvicinata, ha trafitto la cuccia e trapassato il cucciolo da parte a parte, poi li ha estratti dal corpo dell’animale, facendo morire il cane dissanguato, li ha portati a casa e li ha ripuliti, come se niente fosse”. 

L’avvocato Martines coglie l’occasione dell’apertura del processo per rivelare un ultimo, inquietante particolare: “Durante la fiaccolata di solidarietà per la famiglia di Nuvola, organizzata da ‘Incrociamo le zampe’ sabato 8 giugno 2013 dalle 21 a Fabrica di Roma, in località Parco Falisco, a metà strada tra Fabrica di Roma e CivitaCastellana, dove risiede la famiglia colpita, furono sparati dardi sulla folla, seminando il panico col rischio di gravi conseguenze per i partecipanti”. 

A inchiodare il paracadutista sarebbe l’autopsia su Nuvola e la perizia balistica disposta dal sostituto procuratore Renzo Petroselli, ora in pensione, all’epoca titolare dell’inchiesta: “Le prove balistiche hanno stabilito senza ombra di dubbio la compatibilità delle ferite coi dardi della balestra sequestrata all’imputato”. 

Silvana Cortignani


L’autopsia

L’esito dell’autopsia eseguita su Nuvola presso la sezione di Viterbo dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, secondo la relazione dei veterinari incaricati dalla procura dell’esame necroscopico sulla carcassa dell’animale

Carcassa imbrattata di sangue
All’esame esterno della carcassa è possibile evidenziare parte dell’intestino fuoriuscire da un foro presente sul lato sinistro del cane e parte dell’omento fuoriuscire da un foro presente nel lato destro.

In seguito sono descritte le lesioni osservate
A) Foro di forma quadrangolare della grandezza di circa 3,5 cmx 4 cm presente sul fianco sinistro dell’animale da cui fuoriescono alcune anse intestinali
B) Foro di forma quadrangolare della grandezza di circa 3 cmx 4 cm presente sul fianco destro dell’animale da cui fuoriesce parte dell’omento
C) Zona emorragica sottocutanea in corrispondenza del foro presente sul lato destro della carcassa
D) Abbondante liquido emorragico presente in cavità addominale
E) Ansa enterica con 2 fori a circa 25 cm dal piloro. Il foro prossimale è grande 1,5 cmx 1 cm, quello distale circa 3,5 cmx 1 cm. I due fori distano tra loro circa 1 cm
F) Lesione simile ad un taglio lunga circa 6 cm presente sul lato del rene destro
G) Area emorragica sottocutanea in corrispondenza del foro presente sul lato sinistro della carcassa
H) Parete addominale emorragica in corrispondenza del foro presente sul lato sinistro della carcassa
I) Ansa intestinale con un foro di circa 6 cm x 1 cm a circa 25 cm dall’ano


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15 settembre, 2017

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