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Tribunale - Bagnaia - I Nas spiegano in aula l'indagine che ha fatto finire a processo cinque persone - Per l'accusa vendevano farmaci senza ricetta per ottenere migliaia di euro di rimborsi

“Farmacia, sequestrati più di 270 medicinali”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Bagnaia – A giudizio dopo un’ispezione dei Nas, che nel settembre 2012 trovarono nella farmacia di Bagnaia delle fustelle sospette. Secondo l’accusa, sarebbero state asportate dalle confezioni di medicinali non contestualmente alla spedizione della ricetta. Rendendo irregolare la richiesta di rimborsi avanzata alla regione Lazio.

Rimborsi per migliaia di euro, che sarebbero stati ottenuti dopo aver venduto ai pazienti farmaci senza ricetta.

A processo sono finiti in cinque: i titolari della farmacia di Bagnaia, due dipendenti e un medico di base. A vario titolo, devono rispondere di truffa al sistema sanitario nazionale, falso ed esercizio abusivo della professione medica.

Due le parti civili: l’ordine dei farmacisti e la Asl.

Nell’ultima udienza, il giudice Silvia Mattei ha ascoltato i Nas. I carabinieri per la tutela della salute che, coordinati dal pm Stefano d’Arma, hanno condotto le indagini. “E’ partito tutto dall’ispezione di routine del 18 settembre 2012 – hanno raccontato in aula i militari -. Nella farmacia abbiamo trovato delle fustelle sospette, che erano state asportate dalle confezioni di medicinali non contestualmente alla spedizione della ricetta. Il tutto per richiedere rimborsi alla regione”.

Dall’ispezione sono scaturiti anche dei sequestri. “Abbiamo sequestrato – continuano i Nas – 274 confezioni di farmaci senza fustelle. Per 75 era già sta stato chiesto e ottenuto il rimborso. Illecito, perché quei medicinali non erano mai stati venduti ai pazienti. Abbiamo poi sequestrato 1700 prescrizioni mediche pronte a essere inviate alla regione, sempre per ottenere i rimborsi. E ancora: ricette, sia rosa che bianche, timbri, pc e stampanti”.

Il processo continua a ottobre.


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27 settembre, 2017

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