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Viterbo - Elezioni provinciali - Paolini, sindaco di Montefiascone dà un taglio alle polemiche - Bonori (Mo.Ri.): "A noi la vice presidenza in caso di vittoria di Nocchi"

“La mia candidatura ha ricompattato la maggioranza”

di Giuseppe Ferlicca
Stefano Bonori, Pietro Nocchi e Marco Ciorba

Stefano Bonori, Pietro Nocchi e Marco Ciorba

Massimo Paolini

Massimo Paolini

Pietro Nocchi

Pietro Nocchi

Viterbo - La conferenza stampa Mo.Ri.

Viterbo – La conferenza stampa Mo.Ri.

Stefano Bonori e Marco Ciorba

Stefano Bonori e Marco Ciorba

Stefano Bonori

Stefano Bonori

Pietro Nocchi

Pietro Nocchi

Veronica Biguzzi

Veronica Biguzzi

Viterbo – (g.f.) – “La mia candidatura ha ricompattato la maggioranza”. Parola di Massimo Paolini.

Elezioni provinciali, il sindaco di Montefiascone prova a dare un taglio alle polemiche scaturite nel centrodestra. Che sul colle falisco ha sostenuto la sua candidatura. Eletto con una lista civica.

Oggi il primo cittadino si candida a consigliere provinciale con Moderati e Riformisti. Che sostiene Pietro Nocchi, centrosinistra. Qualche problema d’equilibrio sul colle falisco c’è stato.

L’assessore Notazio ha parlato d’accordo per votare Paolini consigliere ed Equitani presidente. Fusco (Noi con Salvini) ha smentito l’intesa. Il capogruppo di maggioranza a Montefiascone, Leonardi, ha corretto il tiro: tutti con Paolini e voto di coscienza sul candidato presidente.

Oggi il primo cittadino prova a voltare pagina. Nella conferenza stampa di Moderati e Riformisti. Convocata per lanciare Nocchi verso palazzo Gentili.

“Lo hanno detto apertamente – sottolinea Paolini – i 12 consiglieri sono uniti sulla mia candidatura. Ognuno, poi, per la presidenza voterà come crede. Senza forzature.

Personalmente io non ho dubbi. Sono di sinistra, Socialista fino alla morte. Altri faranno scelte diverse. Non è uno scandalo”. Lui Nocchi, altri Equitani.

Mentre da Moderati e Riformisti, in caso di vittoria, mettono le mani avanti: “L’accordo raggiunto con il Partito democratico – spiega Stefano Bonori – è per avere la vice presidenza. Era chiaro pure l’altra volta…”.

Se lo ricorda pure Livio Treta, candidato consigliere, oltre che uscente. Con Mauro Mazzola non andò così. Stavolta, a scanso d’equivoci, lo dicono prima. Non aspettano l’esito delle urne.

“Siamo tra le tre liste presentate – osserva Bonori – l’unica che non ha derogato alla norma del rapporto 40% – 60% nella rappresentanza di genere.

Dobbiamo fare in modo di consentire agli elettori d’esprimersi. Le elezioni di secondo livello non mi piacciono”.

Lavoro all’ente non manca, fondi e competenze permettendo. “Dal 1975 – continua Bonori – aspettiamo il completamento della Trasversale. Nel 2001, una delibera Cipe la definiva opera strategica. Oggi siamo ancora qui, con i soldi pronti ma l’opera non si realizza”.

Magari con l’avvento di Nocchi (agli elettori piacendo) sarà la volta buona. C’è un segno premonitore: “Io sono nato nel 1975 – dice Nocchi – va portata a termine, per fare in modo che il porto di Civitavecchia non sia solo di Roma, ma del Lazio.

La provincia ha un ruolo e lo deve esercitare. Di coordinamento con i comuni, d’impulso”.

Non c’è solo la Trasversale, pure sul fronte sanità, palazzo Gentili deve agire in modo più incisivo. Lo rimarca Massimo Paolini.

All’incontro, diversi Moderati e Riformisti in lista, fra cui Veronica Biguzzi, poi il presidente del consiglio comunale di Viterbo Marco Ciorba.

Domenica si vota. Dalle 8 alle 20. Sono 739 gli amministratori, fra sindaci, consiglieri e assessori (non quelli esterni) chiamati a esprimersi. A tarda serata l’esito.

12 settembre, 2017

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