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Gallese - Nell'aggressione coinvolti anche alcuni parenti - Uomo a processo

Moglie e la figliastra prese a colpi di mazza da baseball

Un'aula di tribunale

VIterbo – Un’aula del tribunale

Gallese – Impugna una mazza da baseball e la brandisce contro moglie, figliastra e alcuni parenti. Li ferisce e distrugge casa.

Futile, secondo l’accusa (l’uomo è finito a processo), il movente della lite, poi degenerata. L’episodio a Gallese, in via dell’Industria. La sera del 26 settembre 2014.

All’arrivo dei carabinieri, allertati dalle vittime dell’aggressione, l’uomo avrebbe tentato di scagliarsi anche contro di loro. Lo ha raccontato in aula un appuntato scelto dell’Arma, all’epoca dei fatti in forza alla compagnia di Civita Castellana.

“Intervenuti, intorno alle 21, ci siamo imbattuti in una minore che sosteneva di essere stata picchiata dal patrigno – ha detto il maresciallo al giudice Giacomo Autizi -. Non sembrava fosse ferita, ma era molto agitata. Mentre raccoglievamo la sua testimonianza, dall’abitazione è uscita la madre con una mazza da baseball tra le mani. L’aveva appena strappata da quelle del marito, che aveva minacciato e colpito lei, la figlia e alcuni parenti”.

Ma all’arrivo dei carabinieri, l’uomo risultava irrintracciabile. “Non si sapeva che fine avesse fatto – ha continuato a raccontare in aula l’appuntato -. Lo abbiamo cercato ovunque, finché non ci è comparso davanti in una zona sul retro della casa. Aveva in mano la griglia di un tombino. Appena ci siamo qualificati, l’ha brandita provando a colpirci. Ma fortunatamente ha perso l’equilibrio ed è caduto all’indietro, confuso anche da un abuso di alcol”.

Mentre i feriti, tra cui la moglie e la figliastra, sono tutti finiti al pronto soccorso per le medicazioni, l’uomo, dopo essere stato fermato, è stato portato in caserma e denunciato. Poi è finito a processo.

In aula, i difensori di parte civile hanno fatto visionare al giudice il video dell’aggressione, girato da una delle vittime. In sottofondo, prima i toni alti di un’accesa discussione. Si sente l’imputato gridare ripetutamente: “Fuori”, contro chi è in casa. Poi il rumore di mobili colpiti e frantumati, e le urla sempre più forti di una donna: “Aiutatemi”, dice.

A febbraio, la prossima udienza quando il giudice deciderà delle sorti dell’uomo.

12 settembre, 2017

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