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Viterbo - Roberto Talotta per il Direttivo Comunale di FondAzione ringrazia il sacerdote per la sua opera nel quartiere di Santa Barbara: "Meglio dei politici"

“Meno male che c’è don Claudio…”

Roberto Talotta

Roberto Talotta

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – FondAzione per la Tuscia, in nome e per conto di tante persone che risiedono nel popoloso quartiere di santa Barbara, vuole esternare sinceri ringraziamenti a don Claudio, da qualche anno parroco di questo grande territorio comunale e lo vuole fare in occasione della sua pubblica nota riguardo l’andamento civile e sociale proprio di santa Barbara.

Le persistenti carenze logistiche e strutturali del quartiere, note anche ai bambini delle elementari, dal momento che non passa giorno che talune criticità, dopo aver arrecato le solite difficoltà ai residenti, sono oggetto di denunce e di proteste, il più delle volte dirette alla politica, colpevole di aver fatto veramente poco in decenni e decenni di amministrazione comunale, con enormi sforzi e sacrifici sostenuti da persone coraggiose e volenterose, piano-piano, trovano giovamento con soluzioni che accrescono e ravvivano una parte della città che merita molto di più di quello che riceve.

Naturalmente, parliamo degli artigiani, dei commercianti e degli imprenditori che hanno scommesso su questo territorio non solo per il proprio tornaconto ma anche per offrire opportunità e sviluppo ad un quartiere ancora considerato il “dormitorio della città”, e lo fanno con un certo rischio, dal momento che l’esagerata imposizione fiscale e una certa ingiustificata diffidenza della gente, mette a dura prova la loro faticosa attività.

A dare una mano a queste intrepide persone c’è anche il parroco don Claudio Sperapani che, veramente in poco tempo, oltre al suo essere semplice, disponibile, attento e sensibile nei confronti di tutti, rendendo così veramente encomiabile il suo ministero sacerdotale, ha messo in campo importanti iniziative che stanno cambiando il modo di vivere nel quartiere di santa Barbara, ad iniziare dalla “mini macchina” di santa Rosa, giunta alla sua quarta edizione, organizzata egregiamente con tutte le persone che si sono prodigate alla sua riuscita, ad iniziare dai piccoli facchini che, in primis, hanno trovato un momento di aggregazione veramente coinvolgente, come quando hanno sfilato orgogliosi ed entusiasti da piazza del Teatro fino al Santuario di Rosa.

Il resto, lo ha chiaramente esposto lo stesso don Claudio, citando il numero considerevole di bambini e ragazzi che si incontrano nelle varie occasioni di festa e di comunità, pazientemente guidati da catechisti e animatori nel “grest estivo”, dove si nota anche un bel gruppo di “scout” che segue e istruisce i giovani più portati all’avventura.

E, allora, meno male che c’è don Claudio e tante persone che lo sostengono nella difficile missione di dare azione ad un quartiere come santa Barbara, a ragione classificato come il più popoloso ma anche il più abbandonato dalle Istituzioni; meno male che questo sacerdote ha saputo andare oltre la sua missione prettamente religiosa, adottando iniziative e proposte che stanno portano benefici e interessi ad un tessuto sociale che sembrava distratto e impantanato in una avvilente rassegnazione.

Noi di FondAzione per la Tuscia interpretiamo la voce di don Claudio come un forte invito alla Politica ed alle persone di buona volontà, affinché si prodighino per lo sviluppo del quartiere di santa Barbara, rendendolo più a misura d’uomo e al servizio della nuova generazione, al servizio di ragazzi e ragazze che, oltre a sperare in un futuro migliore, vogliono da subito essere protagonisti dei loro bisogni.

Di nuovo grazie, caro don Claudio, per tutto ciò che hai fatto e che farai per la gente di santa Barbara, nell’attesa che qualcuno, da Palazzo dei Priori, si accorga che esiste una comunità di oltre 10.000 persone con le loro aspettative e le loro esigenze. 

Roberto Talotta per il Direttivo Comunale di FondAzione per la Tuscia

11 settembre, 2017

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