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Viterbo - Santa Rosa - Rossi soddisfatto all'arrivo di Gloria si rivolge ai suoi facchini - Il presidente del Sodalizio Mecarini: "Trasporto impeccabile" - Ascenzi: "La mia vita legata a questa tradizione" - Fiorillo: "La macchina ha funzionato" - Il sindaco Michelini: "Sfiorate le 90mila presenze"

“Mi basta guardarli per trasmettergli il cuore”

di Paola Pierdomenico
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Il capofacchino Sandro Rossi - Foto di Raffaele Strocchia

Il capofacchino Sandro Rossi – Foto di Raffaele Strocchia

Il trasporto di Gloria 2017 - La macchina si spegne a via Cavour

Il trasporto di Gloria 2017 – La macchina si spegne a via Cavour

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Il trasporto di Gloria 2017

Viterbo – “Mi basta guardarli per trasmettergli il cuore”. Un gioco di sguardi lega il capofacchino Sandro Rossi ai suoi ragazzi. Quei facchini che ieri hanno portato in trionfo Gloria per le vie di Viterbo. Un trasporto impeccabile. Da togliere il fiato e far venire i brividi.

Gallery: Il trasporto di Gloria 2017 di Paola Pierdomenico

Dal “Sollevate e fermi!” della partenza, alle luci della macchina che si sono spente in via Cavour riportando il pensiero al fermo del Volo d’Angeli. E poi le girate, il Corso con gli angeli che sfiorano le gronde dei terrazzi. Le corde che tirano a via Marconi e la salita fatta tutta d’un fiato. Fino all’arrivo sul sagrato, gli abbracci, il sudore. La gioia, le famiglie e i respiri di sollievo. E’ stata la lunga notte di Gloria. Dei facchini. Della città.

“Sono, come sempre, soddisfatto – ha commentato Sandro Rossi -, perché l’impegno che ci mettiamo nei preparativi è enorme. Verifichiamo i percorsi, la strada, i tetti e le gronde. Un lavoro certosino che tutti gli anni facciamo con le guide.

Due giorni fa, eravamo in via Marconi e ci siamo rimasti fino alle 2,30 per perfezionare quello che può sembrare un semplice passaggio. Siamo sempre stati scrupolosi per non aggravare il peso sui facchini. Il Corso è un labirinto su cui ormai ci muoviamo a occhi chiusi.

Riusciamo a fare delle cose incredibili, senza rallentare, soffermarci o fermarci. Le guide, posteriori e anteriori, muovono la macchina come se fosse una macchinina su un grosso percorso.

Da sotto, quando si vede che le braccia degli angeli sfiorano quasi i tetti e ci passano a un millimetro, proviamo soddisfazione perché è frutto di un lavoro di squadra.

Per quanto riguarda la forza e il cuore, quello ce lo mettono i facchini. Anche quest’anno, gli abbiamo chiesto di fare via Marconi, e, mentre la prima parte è andata bene, il ritorno è stato più faticoso e sofferto, perché forse eravamo spostati più verso sinistra, troppo vicini al marciapiede e il peso ha gravato su qualche fila. Poi ci siamo riallineati ed è andata meglio. 60 persone hanno aiutato i facchini a fare il passo più lungo, tirando le corde con cui dovevano accompagnare la macchina. A piazza del Teatro abbiamo ripreso fiato”.

E’ arrivata poi la salita: “Non mi chiedete come si fa, sono tanti anni che la facciamo e non riesco a spiegarlo.

Affronto tutto, trovando la forza nei facchini. Me la danno loro, al boschetto, quando aspettano da me quel qualcosa che gli scateni questo motore, l’amore per la santa e il sacrificio. Li guardo da vicino, negli occhi, e scatta questa molla. Guardandoli, gli trasmetto quello che ho nel cuore. Non so dire cosa sia, lo sento e mi viene fuori”.

E da oggi: “Mi dedicherò alla mia bimba, la mia principessa, coccolandola un po’, visto che, in questi giorni l’ho trascurata”.

Non poteva che essere felice anche il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini. “Sono alle stelle – ha detto – perché, coi facchini, il capofacchino e le guide, abbiamo fatto un trasporto impeccabile, sia dal punto di vista del percorso che della tempistica. Un’emozione che si rinnova ogni anno. Sembra sempre che sia la prima volta, invece, per me, sono passati 40 anni.

Il mio pensiero va a quelli che 50 anni fa, col fermo di Volo d’Angeli, hanno dovuto subire l’umiliazione di non portare la macchina fino al sagrato della basilica. Un gran dolore e una sofferenza che però hanno saputo riscattare l’anno dopo con grande coraggio e determinazione”.

E lo sa bene Lorenzo Celestini. “La macchina si è spenta a via Cavour ed è stato un lampo, fatto per ricordare quell’evento. Poi ci ha pensato il capofacchino a rafforzare l’attimo con il grido che ha fatto fare ai facchini.

E’ un’emozione quello che riesce a fare la macchina coi facchini. Porta entusiasmo alla città. E’ bello esserci e quando mi hanno invitato a rimettere i panni che avevo lasciato nel 2003, mi ha riempito di orgoglio stare di nuovo con loro, perché probabilmente, anche io, ho fatto qualcosa di buono negli anni precedenti. Dedico questo trasporto a tre amici facchini, che sono in formazione, ma non presenti. Il mio pensiero va a loro”.

Guido Politini c’era nel ’67 e c’è stato ieri. “L’emozione di quella notte è stata grandissima. Anche con Gloria è lo stesso. Chi porta la macchina non può fare a meno di emozionarsi. Sono felice di essere qui e mi rivolgo ai giovani dicendo di non rompere questo ‘giocattolo’, che è un’eredità, che gli abbiamo lasciato e che devono portare avanti. La festa di santa Rosa è tutto per un facchino. E’ la vita. Il cuore”.

Gianni Serafini, attuale ciuffo 50, ha fatto rivivere quello del Volo d’Angeli, portandolo con lui sotto la macchina.

“E’ un’emozione che si aggiunge a quello di indossare il ciuffo in sé. Spero di dare il massimo e di onorarlo”. 

Vincenzo Fiorillo, sul percorso, osserva la macchina. “Mi hanno detto che ha un peso costante ed è portabile. Per me, è una grande soddisfazione. L’esperienza ci rassicura, la macchina, nel sistema, ha funzionato e cerchiamo ogni volta di dare il meglio di noi stessi. La squadra della Edilnolo è collaudata e per questo ringrazio i miei figli, mio nipote Stefano e i collaboratori che si mettono a disposizione per far sì che la festa riesca. Speriamo di non aver deluso nessuno. Sono stati giorni intensi, ora ci rilassiamo”.

Gli brillano gli occhi a parlare di Gloria. “E’ un po’ come il vino, più invecchia e più si fa buona. Forse sono di parte, ma se alzo lo sguardo, vedo una macchina eccezionale, grazie a Raffaele che ci ha dato questa opportunità. Spesso è stata paragonata a Volo d’Angeli ed è un motivo di orgoglio, non nascondo, però, e anche con un pizzico di orgoglio, che questa mi piace di più”.

Il sindaco Leonardo Michelini parla dei numeri della festa. “E’ stata riuscitissima. Santa Rosa non è un set, non stiamo recitando e ce ne rendiamo conto quando la macchina passa vicino alle gronde e ai terrazzi. E’ uno spettacolo reale, unico. Vivo e autentico. Il trasporto ha una sua autenticità, ineguagliabile che richiama tante persone ed è la fede profonda dei viterbesi. Dobbiamo tutelarla, perché i facchini compiono un vero sacrificio, sudano.

Abbiamo avuto numeri stratosferici, sfiorando le 90mila presenze. C’è stato più pubblico con superfici riempite meglio, come su via Marconi, piazza Martiti d’Ungheria, via Cairoli e piazza del Teatro. E’ stato un trasporto sicuro che ha dimostrato la professionalità di chi ha lavorato. C’è stata un’ottima sinergia con le forze dell’ordine”.

Questo sarà l’ultimo trasporto della sua legislatura. “C’è la tensione, ma anche la soddisfazione di rappresentare una città che, per santa Rosa, è unita. Siccome riusciarmo a farlo nei momenti topici, inviterei a farlo più spesso. Il trasporto – ha concluco Michelini – è forse la cosa più bella che fa il sindaco”.

Sul percorso c’era anche Antonio di Cintio, giovane di Amatrice che ieri mattina ha preso parte alla staffetta dei messaggeri di Lux Rosae, la fiaccola trasportata sulla macchina. “E’ stata un’emozione forte, ne avevo sentito parlare, ma vederla dal vivo è un’altra cosa. Non la descriverò a chi me lo chiederà, dirò solo di venirla a vedere.

La staffetta poi è stata una splendida opportunità per far sì che, su Amatrice,  la luce non si spenga. Abbiamo l’obbligo di tenere i riflettori accesi e di continuare a crederci. Lascio Viterbo con la speranza di portare con me un invito a partecipare anche il prossimo anno”.

Sui tacchi ha percorso il tragitto anche l’ex miss Italia Alice Sabatini. Bella e alla mano ha scherzato coi facchini ammettendo di essere rimasta affascinata dalla macchina.

Infine, Raffaele Ascenzi che ha percorso ogni metro con la macchina fotografica in mano, a guardare la sua Gloria. “Ho fatto il compito dell’ideatore per rendermi contro se, dal punto di vista illumino-tecnico, è tutto a posto. Se c’è da fare qualcosa e penso che il prossimo anno un 5 per cento lo riusciremo a ottenere, anche se così è veramente bella. Sono soddisfatto del lavoro dell’elettricista Franco Piergentili e di quello di Vincenzo Fiorillo e della sua squadra”.

Sul sagrato, i suoi occhi erano bagnati… “Avete ripreso le lacrime che fanno bene. Io piango spesso, e, soprattutto, quando c’è questa cosa qua – ha detto guardando la macchina -. E’ la partenza il momento che mi emoziona di più, quello in cui ci sono i miei tre figli, quei sei occhietti che guardano la macchina e che sono il motivo che mi spinge ad andare avanti e forse a progettarne altre per dargli questa gioia, visto che vivono il loro papà in questo contesto e sono meravigliosi.

Ora però, basta lacrime, è il tempo di gioire. Con me c’è anche mia moglie Valeria e con lei festeggiamo. Il trasporto è stato fantastico, è andato tutto in maniera meravigliosa, i facchini sono stati incredibili e sono stati tutti di un sentimento. La mia vita è molto legata a questa tradizione”.

Paola Pierdomenico


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4 settembre, 2017

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