--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Roma - Operazione della guardia di finanza - La sospensione o la revoca consentiranno un risparmio all'Inps di 2,6 milioni di euro

Percepiscono assegni sociali ma risiedono all’estero, 370 denunciati

Condividi la notizia:

La finanza

La finanza

Roma – Percepivano assegni sociali ma erano residenti all’estero, 370 denunciati.

Nell’ambito del rapporto di collaborazione tra la guardia di finanza e l’Inps, finalizzato a prevenire e reprimere truffe ai danni dello Stato, il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della finanza ha effettuato attività investigative che hanno portato all’individuazione di un sistema di percezione indebita dell’assegno sociale, prestazione che rientra tra i principali strumenti cosiddetti “di protezione” attualmente in vigore.

L’emolumento, che è corrisposto dall’I.N.P.S. per tredici mensilità (circa 450 euro al mese), spetta ai cittadini italiani, comunitari (con iscrizione all’anagrafe comunale), extracomunitari (titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo), rifugiati politici ed apolidi (titolari dei rispettivi titoli di soggiorno) che:

abbiano compiuto 65 anni (età cui va aggiunto un correttivo legato all’aggiornamento della speranza di vita);  siano residenti effettivamente ed abitualmente in Italia;  abbiano soggiornato legalmente, in via continuativa per almeno dieci anni nel territorio nazionale (la permanenza decennale è stata introdotta dal 1° gennaio 2009);   si trovino in condizioni economiche disagiate.

Le attività sono state condotte sull’intero territorio nazionale e hanno consentito di individuare centinaia di cittadini, sia italiani che stranieri che, dopo l’ottenimento dell’assegno sociale, si erano trasferiti all’estero, ovvero erano stati sempre effettivamente domiciliati “oltre confine”, non rispettando, pertanto, il requisito essenziale della stabile ed effettiva residenza sul territorio nazionale e certificando falsamente redditi inferiori alla soglia prevista dalla legge per il conseguimento del beneficio.

Gli stessi continuavano a riscuotere l’emolumento assistenziale attraverso l’accredito su conto corrente, oppure ritornando, saltuariamente, in Italia al solo scopo di ritirare le somme allo sportello.

Gli autori degli illeciti sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ovvero sanzionati con pena pecuniaria.

L’Inps ha immediatamente provveduto alla sospensione o alla revoca dei pagamenti ancora in essere, procedendo all’avvio del recupero di quanto indebitamente percepito dai responsabili, risultati per lo più domiciliati effettivamente nel Sud America e nell’Est Europa.

La sospensione/revoca dei pagamenti consentirà all’istituto previdenziale un concreto risparmio annuo pari ad oltre 2,6 milioni di euro.

Tra i casi più eclatanti la finanza segnala quella di  una coppia di anziani coniugi di origine tunisina, residenti fittiziamente nella provincia di Firenze. Ha beneficiato indebitamente di emolumenti per complessivi 120.000 euro ed è risultata aver movimentato capitali verso il Principato di Monaco per 370.000 euro;  una coppia di coniugi italiani residente nel frusinate, rispettivamente di anni 73 e 72, dopo il trasferimento definitivo all’estero ha continuato a percepire l’assegno sociale per complessivi 55.000 euro;  una donna di 70 anni, di origine argentina, solo formalmente residente nella provincia di Cagliari, ha usufruito indebitamente di emolumenti per 47.000 euro, movimentando capitali verso la Repubblica Popolare Cinese per 95.000 euro;  due coniugi italiani, di circa 80 anni, residenti fittiziamente nella provincia di Potenza, ma di fatto stabilmente dimoranti in Venezuela dal 1955, hanno indebitamente beneficiato di emolumenti assistenziali per 156.000 euro;  una donna di 75 anni, di origine polacca, fittiziamente residente nella provincia di Frosinone, in accordo con un italiano, suo ex datore di lavoro, ha potuto beneficiare illegittimamente di 50.000 euro, elargiti a suo favore dall’ente su un conto corrente cointestato con il complice e movimentati verso l’estero tramite il sistema dei “money transfer”.


Condividi la notizia:
26 settembre, 2017

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR