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Sanità - Il movimento cinque stelle chiede un consiglio comunale aperto alla cittadinanza sull'argomento

“Restituite l’ospedale ai montefiasconesi”

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L'ospedale di Montefiascone

L’ospedale di Montefiascone

Montefiascone – Riceviamo e pubblichiamo – La sanità è l’organizzazione preposta a tutelare lo stato di salute (cioè il completo benessere fisico, mentale e sociale) dei cittadini, può essere gestita come un’azienda, ma non dovrebbe mai essere un’impresa, cioè non si dovrebbe lucrare sulla salute.

Purtroppo negli ultimi anni si è assistito a un passaggio dalle competenze locali (abolizione dei comitati di gestione) a quelle regionali, la politica si è impossessata del sistema sanitario depredandolo.

Ciò ha comportato un crollo del Ssn negli ultimi anni, consentendo alle regioni di costruire dei sistemi sanitari “su misura” per il proprio contesto di riferimento, ma ha reso più difficile il compito dello stato centrale di assicurare in modo omogeneo i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale, minando la capacità dei sistemi sanitari regionali (Ssr) di tutelare le fasce più fragili e bisognose della popolazione.

La bontà di un sistema sanitario non andrebbe misurata in termini economici, ma con lo stato di salute della popolazione e la qualità dei servizi offerti. Nella regione Lazio per esempio, i piani di rientro hanno comportato – oltre all’inasprimento della pressione fiscale – pesanti tagli alla spesa: si è bloccato il turn over del personale, sono stati ridotti i posti letto, sono stati rimandati gli investimenti e si è ridotta la capillarità dei servizi.

Tali misure di “austerity sanitaria”, utilizzate nel tentativo, spesso più apparente che reale, di ridurre il debito, hanno finito per impoverire la qualità dei servizi. In pratica si è cercato di mantenere un sistema fallimentare sulle spalle dei cittadini. Invece di ridurre gli sprechi e la corruzione (stimata in circa 6 miliardi all’anno in tutta Italia), si sono semplicemente ridotti i servizi ai cittadini.

Anche l’ospedale di Montefiascone rientra in questa gestione paradossale del bene comune; negli anni infatti si è assistito a un suo lento e inesorabile declino, che ha portato alla chiusura di diversi reparti considerati un tempo fiore all’occhiello non solo per Montefiascone, ma anche per tutti i paesi limitrofi: nel 1999 ostetricia, tra il 2005 e il 2006 ematologia, chirurgia generale e terapia intensiva, nel 2010 trasformazione del pronto soccorso in punto di primo soccorso con medici dell’azienda, poi nel 2012 in attuale punto di primo intervento con medici di guardia medica che percepiscono una retribuzione lorda di 40 euro l’ora.

 Tra il 2010 e il 2016 abbiamo assistito all’indebolimento di tutta la rete ambulatoriale e di day hospital, nel 2015 alla chiusura definitiva dell’ambulatorio oncologico, nel 2016 alla chiusura definitiva della dialisi che per anni ha funzionato sei giorni su sette poi tre giorni su sette garantendo il trattamento dialitico anche ai pazienti che villeggiavano in queste zone.

Poi la Asl, sempre nel 2016, accredita posti letto di dialisi presso la casa di cura di Nepi del gruppo RoRi. Da sottolineare che la Asl ha continuato a pagare ditte esterne per la manutenzione dell’impianto di osmosi della dialisi nonostante fosse già chiusa (l’ultima determina di pagamento firmata a marzo 2017, consultabile sul portale Asl, riguarda il quarto trimestre 2016 ma la dialisi ha chiuso ad aprile 2016).

Nel frattempo presso il nostro ospedale, venivano fatti lavori di messa a norma impianti e sistema antincendio e, con questa scusa, ci ritroviamo ad avere servizi depotenziati e più porte tagliafuoco che persone. Tra il 2012 e il 2013 iniziavano i lavori per la ristrutturazione dell’ex ematologia; la cittadinanza montefiasconese si attivò raccogliendo una cifra di circa 20mila euro per contribuire alle spese dei lavori, cifra che ad oggi risulta depositata su un c/c presso una banca locale ma non utilizzabile per altro scopo.

Nel 2014 l’ematologia doveva esser nuovamente trasferita presso l’ospedale di Montefiascone, un bellissimo reparto con tanto di stanze filtro a pressione positiva, solo che al momento si vocifera che su questa struttura verrà invece dislocato da Viterbo il day hospital di psichiatria che non ha assolutamente bisogno di impiantistica così sofisticata, non dovendo trattare pazienti immunodepressi.

I servizi rimasti sono agonizzanti: in medicina, che da agosto 2016 è stata declassata a minore intensità terapeutica, è presente il medico h12 tranne nei festivi e prefestivi che è presente h6. L’anestesista è presente all’interno del nosocomio solo quando è attiva la day surgery: immaginiamo che di notte un paziente abbia una crisi respiratoria, senza anestesista! Viene in prima battuta chiamato il medico del Pppi che presta le cure primarie, poi viene chiamato il medico reperibile di reparto che può arrivare anche dopo mezz’ora/40 minuti.

Bisogna poi fare un una considerazione e cioè che le case di cura Salus e la Santa Teresa di Viterbo sono in convenzione Asl, qui i pazienti dovrebbero essere ricoverati quando Belcolle e Montefiascone sono a zero posti letto, ma spesso non è così; oltretutto la struttura privata convenzionata garantisce ciò che il pubblico non offre localmente ovvero la presenza di un medico dedicato h24.

Sempre riguardo alla medicina sembrerebbe che il primario sia lo stesso della medicina generale di Belcolle e che, per ovvie ragioni, non può garantire la presenza costante in loco e la continuità dei servizi; in medicina vengono ricoverati pazienti anziani fragili che spesso, per accertamenti diagnostici, vengono portati presso l’ospedale di Belcolle con l’ambulanza con conseguente disagio per gli stessi, nonché spreco di risorse economiche.

La struttura è fatiscente, con assenza totale di manutenzione ordinaria e servizi igienici penosi dislocati fuori dalle stanze di degenza. Per quanto riguarda la riabilitazione, al momento sono presenti 8 posti letto per i quali però non è chiara la modalità di accesso al ricovero ma è ben definita invece presso la struttura di Villa Immacolata. La radiologia ad oggi, è aperta 5 giorni su 7 e soltanto mezza giornata, tranne il mercoledì che è aperta anche di pomeriggio.

La cosa strana è che se ci si reca al Ppi per un trauma e si ha bisogno di fare una lastra, o non è possibile effettuarla o l’esame è eseguibile solo con ricetta rossa a pagamento: servizio non equo in quanto, per lo stesso trauma, a Belcolle la lastra è eseguibile e gratuita in ogni momento. E’ paradossale, gli unici reparti a norma sono ematologia e dialisi che però, al momento, sono chiusi. 

Il movimento 5 stelle si sta adoperando per sensibilizzare l’opinione pubblica: è nostra intenzione, chiedere un consiglio comunale aperto alla cittadinanza, per discutere sul nostro ospedale: i cittadini montefiasconesi vogliono che gli venga restituito!

Inoltre, i nostri portavoce alla Camera hanno presentato un’interrogazione parlamentare sulla situazione dell’ospedale di Belcolle e di tutta la Asl di Viterbo che è stata seguita da una visita ispettiva a sorpresa sabato 16 settembre presso l’ospedale di Belcolle da Massimo Enrico Baroni (portavoce alla Camera) e Silvia Blasi (consigliere regione Lazio) ed è stato pubblicato un video con riassunto della giornata sulla pagina facebook del movimento 5 stelle di Montefiascone. 

Movimento cinque stelle Montefiascone 


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26 settembre, 2017

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