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L'irriverente

Dopo santa Rosa, andiamo a cominciare…

di Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Il san Silvestro del resto del mondo a Viterbo è santa Rosa, perché il calendario ricomincia dopo la Macchina e la festa del 4 settembre.

Tutto, infatti, da prima dell’estate viene rimandato a “dopo santa Rosa”. Si ricomincia dunque e aprendo allora l’archivio di Tusciaweb vediamo che succede.

La domenica dopo il trasporto, gli amministratori locali affidano alla Madonna della Quercia il compito di “custode” della città che i cittadini elettori gli avevano assegnato. Niente di nuovo. Qualcosa del genere la facevano già i romani con la dea Vesta: consapevolezza dei limiti, tradizione o prossimità di elezioni?

Buon auspicio, comunque, se in una settimana i titoli di Tusciaweb segnalano: botte con due feriti e quattro ventenni denunciati già la notte del 3, un’ infermiera che scompare, incendio alla Volpara, un diciassettenne che difende la ragazza e gli spaccano il naso, atti vandalici nel parcheggio di Belcolle, moglie e figliastra prese a colpi di mazza da baseball, un bimbo azzannato dal suo cane, un sindaco con geometra e architetto “nel mirino della Procura”, un uomo che scende dalla macchina, fa finta di fare pipì e invece si libera della droga perché ha visto i carabinieri,

Oltre alla tragicità del quotidiano: il trentaquattrenne che cade dal tetto, il giovane di Montalto che in un dirupo muore per salvare il cane, morto pure lui, incidenti stradali (62 in estate con 7 norti), la bomba recuperata dalla Marina nel lago di Bolsena e, nello stesso giorno, il 5 settembre e nello stesso paese c’è chi vende cellulari rubati e chi ruba nelle case.

Poi le proteste dei cittadini di Santa Barbara, le sterpaglie alla Pila, le foglie secche in viale Trieste, i fratelli Maristi – quelli del Ragonesi – che dopo cent’anni se ne vanno e l’ennesimo richiamo del direttore Galeotti per le piazze cittadine vuote nel “centro storico in malora”, Per non farci mancare niente, anche la zanzara di Anzio che esclude dalle donazioni di sangue i viterbesi e il primato di città più cara del Lazio per libri e quaderni.

Insomma, così è cominciata, dopo che il maltempo aveva fatto smontare Gloria in anticipo e la tradizionale fagiolata sotto la Macchina c’è stata ma senza Macchina.

Un momento, però. Tra un titolo e l’altro occhieggia pure questa pubblicità:“un amico mi ha detto come eliminare i peli superflui senza uscire da casa”. Meno male. Piove pure.

Renzo Trappolini

13 settembre, 2017

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