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Viterbo - Stefano Bonori (Moderati e Riformisti) sul voto alle provinciali

“Siamo stati determinanti per la vittoria”

di Giuseppe Ferlicca

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Stefano Bonori e Marco Ciorba

Stefano Bonori e Marco Ciorba

Stefano Bonori

Stefano Bonori

Stefano Bonori, Pietro Nocchi e Marco Ciorba

Stefano Bonori, Pietro Nocchi e Marco Ciorba

Francesco Serra, Livio Treta e Stefano Bonori

Francesco Serra, Livio Treta e Stefano Bonori

Stefano Bonori e Giuseppe Fioroni

Stefano Bonori e Giuseppe Fioroni

Pietro Nocchi

Pietro Nocchi

Marco Ciorba e Livio Treta

Marco Ciorba e Livio Treta

Stefano Bonori

Stefano Bonori

Viterbo – “Moderati e Riformisti determinanti per la vittoria del centrosinistra e di Pietro Nocchi in provincia”. La tornata elettorale di secondo livello ha riconsegnato palazzo Gentili alla coalizione uscente e Stefano Bonori (Mo.Ri.), conti alla mano, spiega come la sua formazione abbia contribuito in modo sostanziale al successo. Adesso, occhi puntati al comune capoluogo e alle elezioni del 2018, mentre per la vice presidenza a via Saffi, in pole position c’è Livio Treta.

Bonori, un bilancio del voto di domenica. Com’è andata per Moderati e Riformisti?
“Siamo stati determinanti– spiega Stefano Bonori – per la vittoria della coalizione e del presidente Pietro Nocchi. Non è teoria o qualcosa di astratto. Lo dicono i numeri”.

Allora, facciamo due conti…
“Il Pd ha ottenuto 44.165 voti ponderati di preferenza e di lista. Per arrivare a 50.397 ne mancano 6.232. Ovvero, una parte dei 14.722 ottenuti da Mo.Ri. Quindi, senza Moderati e Riformisti il centrosinistra non avrebbe vinto. Se vogliamo fare un altro tipo di conteggio, sommando i voti ottenuti da Mo.Ri. a quelli del centrodestra, è lo stesso. Per poco, ma avrebbe vinto Paolo Equitani”.

L’intesa con il Pd può funzionare anche quando a votare saranno i cittadini?
“Questo è il terzo appuntamento che mostra come i Mo.Ri. ci sono e hanno il loro peso. Alla conferenza dei sindaci per la sanità per poco non eleggevamo un nostro esponente, Paolini. Alle scorse comunali a Tarquinia, senza l’alleanza con noi, il centrosinistra non ce l’ha fatta ad arrivare al ballottaggio. Sommando i voti nostri e del Pd, l’obiettivo sarebbe stato centrato. Infine, le ultime provinciali”.

Ma a palazzo Gentili entrano solo due consiglieri provinciali Mo.Ri. Uno in meno, ne avevate tre. Che è successo?
“Stavolta si sono presentate tre liste, la volta precedente, cinque. L’altra, aveva votato l’81% degli aventi diritto. Il terzo è scattato con i resti derivanti dalle cinque liste. Ricordo che due anni fa la destra si presentava spaccata. Stavolta erano uniti. Lo stesso Alessandro Romoli, prima con noi e ora passato nel centrodestra, qualcosa ha portato via. Siamo stati votati da 87 amministratori, considerando due in cui è stata sbagliata la preferenza. Sono elettori riconducibili a Mo.Ri.”.

A proposito di Romoli, il sindaco di Bassano in Teverina fa ancora parte di Moderati e Riformisti ma si è candidato con il centrodestra. Un cortocircuito politico. Come si risolve?
“Mi ha detto che devo essere io a mandarlo via. Io per mia cultura, non ho mai allontanato nessuno. Glielo ho detto. Dovrebbe inviare una lettera con le motivazioni. Sulla base di quella vedremo. La sua scelta è stata netta, ma devo dire che è stata in solitaria. Diverse persone riconducibili all’Udc sono rimasti con noi, Cati o Occhione giusto per fare due nomi”.

Alle prossime elezioni comunali a Viterbo, Moderati e Riformisti si alleerà con il Partito democratico?
“Spero in un’intesa con il Pd e anche con il mondo civico, una volta che il sindaco Michelini avrà sciolto la riserva sulla volontà di ricandidarsi”.

Sarà un’alleanza “Oltre le mura”, nel senso che la lista civica che quattro anni e mezzo fa ha sostenuto il primo cittadino e con all’interno diversi Mo.Ri. non ci sarà e comparirà solo quella di Mo.Ri. o i Moderati saranno una delle tante liste in zona centrosinistra?
“Il nostro movimento nasce come punto d’aggregazione. Ne hanno fatto parte pure Filippo Rossi e Viva Viterbo. Poi se ne sono andati. Raggruppiamo diverse anime. Alle amministrative per il capoluogo, la scelta di partecipare con un’espressione unitaria o con più civiche, sarà un ragionamento da fare a tempo debito. Comunque ci saremo, certi del nostro ruolo. Per il quale rivendichiamo spazi. Non per il gusto d’averli, ma per assumerci le responsabilità nel governo del territorio e dare il nostro contributo”.

Fioroni ha speso parole d’elogio verso Moderati e riformisti dopo il voto alle provinciali. Anche il segretario provinciale Pd, Egidi che dei Mo.Ri. a un certo punto non voleva sentir parlare, si è espresso con toni più pacati e termini positivi. È cambiata l’aria nei vostri confronti?
“È stato un atteggiamento che ha creato le condizioni per un rapporto da consolidare e in grado di portare vantaggi tanto al Pd quanto alla coalizione. In una provincia tendenzialmente di centrodestra, è chiaro che un candidato moderato è in grado d’intercettare meglio l’elettorato di centrodestra. Cosa più difficile per un esponente più a sinistra. Penso al comune di Viterbo, dove da Fioroni in poi ha sempre governato la destra, fino alle ultime eiezioni”.

Tornando alla provincia, in base agli accordi con il Pd, Livio Treta sarà il prossimo vice presidente?
“È probabile, ma aspettiamo il presidente Nocchi. Deve essere lui a ufficializzare la scelta. Io invece, vorrei ringraziare tutti i nostri dodici candidati per la disponibilità”.

Da dove devono ripartire presidente e nuovo consiglio provinciale?
“La priorità è la Trasversale e la riapertura del tavolo con il Governo. Dal 2001 è ritenuta opera strategica e dal 2001 mancano 19,8 chilometri per arrivare al completamento. Da 16 anni. Non si può aspettare oltre, perché da quell’arteria passa tutto, investimenti, occupazione, un meccanismo virtuoso per il territorio, un collegamento con il porto più importante. Servono accorgimenti sotto il profilo ambientale? Si trovino, ma si arrivi a mettere la parola fine, senza ulteriori perdite di tempo”.

Giuseppe Ferlicca


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22 settembre, 2017

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