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Elezione segretario Pd - Antonio Rizzello spiega le ragioni della sua scelta

“Andrea Egidi rappresenta il partito che voglio”

Antonio Rizzello

Antonio Rizzello

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Per il congresso provinciale ho scelto di sostenere Andrea Egidi e la sua visione di partito e rispetto a questa scelta vorrei esprimere alcune motivazioni. Credo sia giusto immergersi nelle ragioni che rendono vero questo congresso e che mi portano a credere che sia utile il confronto che ne sta nascendo. Chi mi conosce sa che non amo i giri di parole per cui andrò subito al punto.

Trovo stucchevole il dibattito sulla mancata natura unitaria di questo congresso. L’unità è un valore, ma non a prescindere.

Dobbiamo chiarirci riguardo a questo. Come si fa a dire che non esistano differenze tra le opzioni in campo?

Se il vice segretario attuale , nominato da Egidi quattro anni fa, è ora candidato credo sia frutto di una scelta che consegna visioni e idee differenti dal segretario uscente.

Quindi, se le differenze esistono, perché avremmo dovuto fingere un’unità, per poi dividerci nelle riunioni ristrette degli organismi dirigenti?

Se questo partito deve proseguire nella propria opera di rinnovamento, come da più parti convintamente si afferma, iniziamo da qui: posizioni chiare, che si confrontano pubblicamente, al posto di accordi nascosti all’insaputa dei nostri iscritti.

Ebbene cosa ci divide? Da più parti leggo che questo congresso non deve essere la riproposizione dello schema nazionale Renzi/Orlando.

Certamente, ma dobbiamo pur dirci che la scelta tra Renzi ed Orlando avvenuta nell’aprile scorso è stata per ognuno di noi la scelta di campo tra visioni culturali e politiche diverse e non sovrapponibili.

Da un lato Renzi ed una linea politica spiccatamente riformista, innovativa e inclusiva di partito e dall’altro Orlando, con un’idea di partito alla ricerca esasperata di alleanze “modello Unione”, ormai seppellite dagli elettori.

Non ho dubbi che 5 mesi fa chi ha scelto di sostenere Orlando piuttosto che Renzi lo abbia fatto mosso da ampia condivisione dell’impianto culturale proposto e non per motivi di mera convenienza personale.

Allora, mi permetto, perché dovrei pensare che quelle nobili ragioni culturali, dopo soli 5 mesi, siano già sepolte? Perché quelle ragioni non dovrebbero alimentare il dibattito congressuale? In fondo la divisione è politica, tra un partito che si pone nella società da protagonista con un proprio profilo netto e riconoscibile, e tra chi pensa sia sufficiente raccogliere e mettere insieme a forza pezzi diversi, come in passato è accaduto. Si vince, e neanche sempre, ma non si governa perché non basta la somma algebrica per cambiare il Paese.

Un ultimo argomento.

Si usa spesso l’argomento per cui questo congresso non vada legato alle candidature del 2018 (elezioni politiche e regionali). Anche qui per cortesia mettiamo al bando l’ipocrisia.

Questo congresso eleggerà gli organismi dirigenti che saranno chiamati a ragionare e proporre le candidature del 2018. È ovvio che chi verrà eletto costruirà una proposta complessiva che terrà conto dell’esito del congresso. Quello che ci tengo a precisare, anche a fronte di alcune dichiarazioni autorevoli di questi giorni, è che proprio sulla spinta di un partito innovativo ed inclusivo la discussione dovrà essere e sarà pubblica.

In conclusione, la mia scelta di sostenere Egidi si basa sulla elementare considerazione che rappresenta il partito che voglio e che mi ha portato a scegliere Renzi al congresso nazionale, un partito che si candida a governare l’Italia facendo da baluardo ai populismi dilaganti (anche nei nostri territori), non a parole, ma con i fatti di un riformismo serio, moderno che metta nuovamente al centro i cittadini e i loro interessi diffusi.

E di ciò Egidi ha già dato dimostrazione, cercando di promuovere una nuova generazione di dirigenti e tentando di costruire un’esperienza autonoma, dal punto di vista culturale ancor prima che politico. Interrompere il lavoro ora non sarebbe di certo vantaggioso per il PD.

Antonio Rizzello

10 ottobre, 2017

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