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Viterbo - La ex a processo per appropriazione indebita - In aula parla la presunta vittima, l'artista venezuelano di fama internazionale Victor Lucena

Caccia di casa il fidanzato collezionista d’arte, ma si tiene due capolavori da 200mila euro

di Silvana Cortignani
I collezionisti Victor Lucena (a destra) e Giordano Perini con l'opera di Geotullio Alviani

I collezionisti Victor Lucena (a destra) e Giordano Perini mostrano l’opera di Getulio Alviani

Il collezionista d'arte Victor Lucena mostra l'opera dell'artista brasiliana Lygia Clark

Il collezionista d’arte Victor Lucena mostra l’opera dell’artista brasiliana Lygia Clark

Viterbo – Tormenti d’amore e capolavori d’arte contemporanea contesi da due ex. Sono l’inedito mix del processo che si è aperto ieri a Viterbo, la cui presunta vittima è un artista e collezionista di fama internazionale, il venezuelano Victor Lucena, 69 anni, trapiantato da tempo in Italia, una cui opera in 17 parti è allestita al Museum of fine arts di Houston, in Texas. Imputata di appropriazione indebita una donna molto più giovane con cui avrebbe vissuto una breve, ma intensa relazione sentimentale. 

E’ la storia di una coppia che si innamora, va a convivere nella casa viterbese di lei e decide di vendere due opere della collezione di lui per comprarsi una villa in Costa Azzurra. Un esordio romantico, ma dura poco. Qualcosa infatti va storto, lei lo caccia da casa assieme al cane e si rifiuta di restituirgli le opere. Si tratta di due pregiatissime sculture in alluminio, una dell’artista brasiliana Lygia Clark, scomparsa nel 1988, e l’altra dell’italiano Getulio Alviani, il cui valore si aggira rispettivamente attorno ai 200mila e ai 25mila euro.

Fatto sta che per riaverle indietro l’uomo deve rivolgersi ai carabinieri del nucleo tutela arte contemporanea di Monza e quando finalmente riesce a tornarne in possesso, dopo oltre un anno, sono per giunta danneggiate. Era l’estate del 2013 e per la donna è scattata una denuncia per appropriazione indebita. Ieri il via al processo, davanti al giudice Giacomo Autizi.  

“Per lei mi sono trasferito a Viterbo da Lucca, invece si è comportata in maniera sleale. Io mi fidavo. Le ho consegnato le opere perché le vendesse in Venezuela, dove lei ha chiesto una somma irrisoria, soltanto 25mila euro, insospettendo il compratore, per cui non se ne fece nulla”, ha detto. “Forse era un piano per tenersele, perché al ritorno da Caracas ha iniziato a cercare le occasioni per litigare e un giorno mi ha messo alla porta col mio cane, che è il mio vero compagno di vita, tenendosi lo zainetto blu dove avevamo messo le opere per il viaggio in Sudamerica. Col ricavato avremmo dovuto comprare una casa in Costa Azzurra”.

A Lucena non sarebbe rimasto che andarsene a piedi, con la valigia in mano e il cane al guinzaglio, fino alla fermata di viale Trento per prendere il primo pullman per Tuscania, dove per alcuni giorni l’ha ospitato un amico collezionista, Giordano Perini, prima di tornare a Lucca. “Io aspettavo l’autobus – ha proseguito Lucena – e lei si è messa a passarmi davanti con una macchina a noleggio, minacciandomi che mi avrebbe fatto allontanare dall’Italia, che dovevo stare molto attento perché lei, ex moglie del braccio destro di Massimo Carminati, aveva conoscenze a Roma che potevano farmi del male, che io ero un uccellino”. 

“Si è rifiutata di ridarmi le mie opere, sono dovuti intervenire i carabinieri e quando me le hanno ridate, dopo oltre un anno, non erano più nello zaino ed erano rovinate – ha proseguito Lucena – sono delle piccole opere in alluminio, restaurarle equivarrebbe a farne un falso. Nello stato in cui sono, se proprio un collezionista le volesse, il loro valore sarebbe dimezzato”. 

“Da Sotheby’s – ha detto Lucena – un’opera di Lygia Clark molto simile alla mia è stata venduta qualche anno fa a 140mila dollari, diciamo che oggi potrebbe essere quotata attorno ai 200mila euro. L’opera di Alviani, invece, è stata un dono dello stesso artista, che è ancora vivo, ma ha 78 anni, è gravemente malato, non esce più dalla sua casa di Cortina e non risponde nemmeno più al telefono. Ha un valore tra i 10mila e i 25mila euro”, ha spiegato Lucena. E l’amico Perini, uno dei maggiori esperti di arte moderna, ascoltato con la moglie come testimone, ha confermato. 

La prossima udienza promette scintille tra gli agguerritissimi legali dei due contendenti, il difensore Alfredo Perugi e l’avvocato di parte civile Giovanni Bartoletti. In aula saranno sentite le versioni dell’imputata e dei testimoni della difesa. Il giudice Autizi, inoltre, ha disposto l’esibizione dei due capolavori della Clark e di Alviani. L’appuntamento è per il 16 aprile 2018.

Silvana Cortignani

13 ottobre, 2017

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